Voucher, Di Maio cede alla Lega: “Ok alla reintroduzione”

imprenditori agricoli
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Dopo un ferrato testa a testa, alla fine il governo sembra aver trovato la quadra sulla questione voucher. Il Movimento 5 Stelle ha ceduto alla proposta della Lega di reintrodurre i famosi buoni lavoro per alcuni specifici settori, come agricoltura e turismo, nei quali l’uso del lavoro saltuario è per forza di cose preponderante.

La proposta era stata lanciata originariamente dal ministro dell’Agricoltura Marco Centinaio, e nelle ultime ore è stata accolta dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio che però ha messo in guardia circa l’uso che si dovrà fare di questi strumenti. Perché è vero che sono utili, ma è anche vero che nel tempo se ne è abusato parecchio fino a creare sacche di sfruttamento.

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“Con l’abolizione dei voucher è venuto meno uno strumento di pagamento del lavoro accessorio molto importante. Baby sitter, giardinieri… sono lavori dignitosi ma non inquadrabili in alcun tipo di contratto. Per queste categorie è quindi importante che il Parlamento ci si fermi un po’ sopra, che le regolamenti e che non lasci spazio allo sfruttamento. Questo sarà il punto da cui partiremo”, ha detto Di Maio intervenendo dinanzi alle commissioni Industria e Lavoro del Senato.

Su questo tema è tornato ad esprimersi anche il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, che nel corso dell’assemblea Confagricoltura 2018 organizzata a Bruxelles, ha ribadito: “Ho proposto a Di Maio di introdurre i voucher nel pacchetto del decreto Dignità. Sia chiaro però che non c’è l’intenzione di reintrodurre i voucher così come erano prima”.

Si pensa infatti all’ipotesi di introdurre, nel buono lavoro, il nome del beneficiario e la data di prestazione dell’opera. In questo modo il fenomeno degli abusi potrebbe rivelarsi più circoscritto, ma la cosa è tutta da vedere visto e considerato che, come l’esperienza ci ha insegnato, sui voucher si è sempre puntualmente trovata una “via di fuga” rispetto alle regole vigenti.