Stipendio in contanti addio: da domenica nuove regole

conto corrente banca

Per lo stipendio in contanti arriva lo stop definitivo. Da domenica primo luglio i datori di lavoro saranno obbligati a pagare lo stipendio dei loro dipendenti, o il compenso dei loro collaboratori, direttamente a mezzo banca. La misura infatti non riguarda solo i rapporti di lavoro per così dire classici, ma “tutte le tipologie di rapporto di lavoro instaurato”.

A stabilirlo è il comma 911 dell’articolo 1 della legge del 27 dicembre 2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso dicembre. “Al datore di lavoro o al committente che viola l’obbligo – si legge – verrà applicata una sanzione amministrativa compresa tra 1.000 e 5.000 euro”. Lo scenario è quindi molto chiaro: da domenica 1 luglio i datori di lavoro dovranno corrispondere la retribuzione, ma anche anticipi di essa, a mezzo banca o tramite un ufficio postale, e dovranno farlo attraverso una delle modalità descritte dalla legge.

Ciò significa che il pagamento dello stipendio e di eventuali anticipi dello stipendio, va fatto a mezzo bonifico bancario sul conto corrente intestato al lavoratore, a mezzo pagamento elettronico, tramite pagamento in contanti da effettuarsi presso uno sportello bancario o postale in cui il datore abbia un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento o, in alternativa, tramite un assegno consegnato di persona al lavoratore.

In quest’ultimo caso l’assegno può essere consegnato anche a un delegato del lavoratore, ma solo nel caso in cui quest’ultimo abbia un impedimento che di fatto non gli permette di ricevere materialmente l’assegno. E il delegato, precisa la legge, “può essere il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età uguale o superiore a sedici anni”.