Quota 100, parla Elsa Fornero: “Slogan, i giovani ne pagheranno le conseguenze”

elsa fornero

Una delle principali proposte che la Lega di Matteo Salvini ha fatto nel corso della campagna elettorale, è stata quella su Quota 100, cioè sul sistema pensionistico che in caso di vittoria elettorale sarebbe stato usato dal nuovo governo per sostituire la riforma Fornero sulle pensioni. E ora che la Lega al governo ci è andata sul serio, peraltro con un partito come il Movimento 5 Stelle che anche dal canto suo si è sempre dichiarato favorevole a una profonda revisione della Legge Fornero, qualche primo spiraglio di Quota 100 potrebbe arrivare.

L’iniziativa però non piace affatto all’ex ministra del Lavoro Elsa Fornero, che ha dichiarato: “Bisogna vedere come verrà fuori questa legge. Salvini si accorgerà che in politica è impossibile fare contenti tutti”. Il fatto è che se si dovesse decidere, per esempio, di aumentare il periodo contributivo e di abbassare l’età di pensionamento, “si accontenterebbero gli uomini ma di meno le donne che come noto vantano meno anni di contributi”. “Sicuramente – ha aggiunto Fornero – ci sarà una categoria che per forza di cose ne uscirà scontenta: i giovani e le generazioni future, che si ritroveranno a dover pagare i conti di questa riforma”.

Tali risorse, che vertono su diversi miliardi di euro l’anno, “molto probabilmente andranno ad aggiungersi al debito pubblico”, anche perché “abbassando l’età del ritiro dal lavoro verrebbero fuori assegni pensionistici piuttosto bassi, per cui l’intervento dello Stato con una politica assistenziale sarà quasi imprescindibile”.

Inoltre Elsa Fornero ha fatto notare come questa tanto dibattuta Quota 100 stia avanzando praticamente senza alcuna base sotto: “Si va ad introdurre un parametro esogeno e non si capisce se verrà adeguato o meno all’aspettativa di vita. Si considerano poi l’età e i contributi, ma non si tiene conto dell’importo della pensione. E non è neanche chiaro che fine faranno l’Ape volontaria e l’Ape sociale”.

Insomma, il rischio, a detta dell’ex ministra del Lavoro, è che Quota 100 finirà per essere l’ennesimo slogan, nonché l’ennesima misura volta a marcare le disparità di trattamento che già ci sono tra le diverse generazioni. Una misura, in buona sostanza, che per far contento l’elettorato di oggi finirà col produrre notevoli danni ai contribuenti di domani.