Pressione fiscale in calo, ma rimaniamo tra i più tassati al mondo

tasse
Hello Next 300x250

La pressione fiscale in Italia cala al 42.9% del Prodotto interno lordo, a fronte di un 43.3% registrato l’anno precedente. Il 2016, rispetto al 2015, vede quindi una pressione fiscale in calo dello 0.4%. Tuttavia non c’è motivo di festeggiare, perché per quanto dei passi in avanti siano indubbiamente stati fatti, il fisco italiano rimane uno dei più feroci che ci siano.

A dircelo è l’Ocse, che nei paesi rilevati registra una tassazione media del 34.3% (quindi in Italia siamo praticamente 10 punti percentuali sopra); e poi è la stessa Europa a farcene rendere conto, tanto è vero che l’Italia, per quanto non sia prima in classifica, rimane comunque in cima alla lista dei paesi Ue con la più alta pressione fiscale. Il primo posto va alla Danimarca (45.9%), il secondo alla Francia (45.3%) e il terzo al Belgio (44.2%), per poi arrivare a Finlandia (43.1%) e Svezia (44.1%).

Image Banner 300 x 250

Insomma, siamo pur sempre dopo questi paesi, ma quello che ci si chiede è se il livello dei servizi ricevuti in cambio sia anche solo minimamente paragonabile a quello offerto, per esempio, in Danimarca o in Svezia.

Tra l’altro bisogna considerare un altro elemento, ossia che la pressione fiscale prende in considerazione diversi ambiti di applicazione: se si tiene conto del fattore lavoro, per esempio, scopriamo che l’Italia sale ulteriormente in classifica, a fronte invece di una Danimarca che per quanto abbia il Fisco più incisivo di tutta Europa, relativamente al comparto lavoro e impresa ha tasse più basse delle nostre (in Danimarca, ciò che fa salire il peso complessivo del Fisco, è più che altro la tassazione indiretta).

Interessante poi il dato della Germania, che è un vero esempio di virtuosismo: nonostante i suoi servizi siano notoriamente di buon livello, il suo Fisco non è neanche tra i più pressanti d’Europa, tanto è vero che a Berlino la pressione fiscale incide per un 37.6%. Ancora più giù poi gli Stati Uniti, che viaggiano sull’onda del 26% e per i quali le preannunciate politiche di Trump potrebbero contribuire a diminuire ulteriormente il peso del Fisco.