Il Bitcoin riprende quota: merito dell’ottimismo di JP Morgan

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Il prezzo del Bitcoin sta provando a lasciarsi alle spalle un periodo tutt’altro che roseo, tanto è vero che nelle ultime ore la quotazione della criptovaluta più nota al mondo è tornata a riprendere quota attorno ai 9.000 dollari (quando nei giorni scorsi, lo ricordiamo, scivolò precipitosamente sui 6.000 dollari).

Insomma, non stiamo parlando di certo delle vette toccate qualche tempo fa con lo sbarco nella Borsa di Chicago, ma senza ombra di dubbio una ripresa che in termini percentuali vale 48 punti è comunque degna di essere considerata. Il tentativo di risalire la china però non è affatto privo di ostacoli, anzi, subito dopo aver toccato i 9.000 dollari, la quotazione ha ripiegato su quota 8.600. Il rialzo in ogni caso c’è stato, ma esattamente qual è stato il fattore scatenante che l’ha provocato?

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Ad influire positivamente sulla dinamica del Bitcoin potrebbe essere stato l’outlook di JP Morgan che oggi come oggi appare più positivo rispetto a qualche tempo fa. Per la nota banca d’affari, infatti, le criptovalute, pur essendo ora vittime di un periodo nero, torneranno ad attrarre investimenti e soprattutto riusciranno a convincere quei mercati che finora si sono sempre dimostrati piuttosto freddi nei loro confronti.

Per ritornare ai fasti di un tempo, però, le criptomonete dovranno continuare a risolvere le problematiche che sono parte integrante della loro natura e che vengono fuori nel momento in cui la loro popolarità comincia a crescere. Dopotutto lo abbiamo visto: nel momento in cui Bitcoin, Ethereum, Ripple e compagnia hanno iniziato ad acquisire potere, governi e autorità varie hanno fatto di tutto pur di mettersi di traverso.

“Una loro completa sparizione è difficile – scrivono da JP Morgan – in quanto le criptovalute continueranno ad esistere, seppur in varie forme. E continueranno ad esistere soprattutto per merito di quei player che sono alla ricerca di decentralizzazione, reti peer-to-peer e anonimato, anche se quest’ultimo con le recenti regolamentazione sembra essere a rischio”.