Giovanni Tria si pronuncia su pace fiscale, flat tax e reddito di cittadinanza

giovanni tria

“Pace fiscale non vuol dire condoni, ma pensare a un fisco che possa diventare amico del contribuente, a un fisco che possa favorire per davvero l’estinzione dei debiti”. Queste le parole usate dal ministro dell’Economia Giovanni Tria durante l’audizione in Commissione Finanze del Senato. “In Italia gli oneri amministrativi per i contribuenti sono troppo alti. La loro presenza favorisce le attività sommerse e le organizzazioni informali”, e proprio per questo, secondo Tria, parlare di pacificazione fiscale significa “parlare giusto”.

Rispetto alle previsioni sul Pil che indicano un rallentamento dell’economia in tutti i più importanti Paesi europei, Italia compresa, il ministro ha risposto: “Siamo ancora in tempo per conseguire una crescita non lontana rispetto a quella programmata”. E poi il capitolo tasse. Da questo punto di vista Tria ha spianato la strada a una riforma dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive che, come ha detto lui stesso, “non è ragionevole neppure dal punto di vista della logica economica”.

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Sul fronte flat tax, invece, il governo “deve analizzare i profili di gettito e la questione distributiva del sistema flat tax, e farlo in un’ottica di coerenza dal punto di vista della politica fiscale e di armonia con i principi costituzionali di progressività dell’imposta. Principi che l’attuale impianto basato sul sistema a scaglioni Irpef fa fatica a garantire”. Ci saranno tuttavia da trovare le risorse per poter introdurre la flat tax che, vale la pena ricordarlo, di risorse ne vuole parecchie (si stima un valore variabile tra i 50 e gli 80 miliardi di euro l’anno).

Inoltre c’è anche da metter mano al reddito di cittadinanza che però, come ha detto Tria, “si finanzia con strumenti di welfare già esistenti”, per cui il suo sarà un “costo differenziale” il cui ammontare dipenderà dal “disegno specifico della norma”. Una buona parte di questa misura infatti verrà finanziata facendo tabula rasa dell’attuale sistema di welfare (dal sussidio di disoccupazione, passando per indennità varie e per la cassa integrazione).