Estratto conto Inps: se non è corretto puoi richiedere i danni

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Se l’Inps commette errori di valutazione, il lavoratore ha diritto a presentare una richiesta di danni, a meno che l’errore di valutazione non sia stato causato dall’utente stesso. In parole povere, nel caso in cui l’estratto conto previdenziale dell’Inps dovesse risultare errato, riportando dati non corrispondenti al vero per quel che riguarda per esempio la pensione, il lavoratore danneggiato avrebbe tutto il diritto di richiedere un risarcimento.

L’estratto conto Inps, come noto, non è che un documento riepilogativo dei contributi che un lavoratore ha versato nel corso della sua carriera professionale, e proprio per questo motivo, tale documento viene usato dalle persone per cercare di fare una stima su quando potranno abbandonare il mondo del lavoro e su quanto andranno a prendere di pensione. E un calcolo del genere potrebbe anche portare a dimissioni, nel caso in cui l’entità delle entrate pensionistiche dovessero apparire piuttosto soddisfacenti.

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Ecco quindi il perché l’Inps, restituendo dati non veritieri, potrebbe incorrere in una sanzione: perché coi suoi calcoli errati potrebbe indurre le persone a fare “scelte azzardate” che magari non avrebbero fatto.

La Cassazione ha infatti confermato la condanna nei confronti dell’Inps per aver restituito a un lavoratore un estratto conto contributivo fallace. E la questione non riguarda il solo estratto conto contributivo, ma anche altri documenti che in qualche modo riportano informazioni errate sul conto del lavoratore e che potrebbero spingere lo stesso a prendere scelte importanti. Il che significa che l’istituto d’ora in avanti dovrà prestare molta attenzione affinché tutte le documentazioni rese a portata di utente siano ineccepibili quanto meno dal punto di vista della fondatezza dei dati.