Divorzio, addio all’assegno di mantenimento: cosa cambia

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Al Senato è iniziato l’iter di un disegno di legge che si appresta a rivoluzionare la questione divorzi. Quattro sono i tratti salienti di questa proposta: introdurre una mediazione a supporto delle coppie che si stanno separando, garantire tempi partitetici di frequentazione dei figli con padre e madre, mettere mano al mantenimento diretto e dichiarare guerra al rifiuto genitoriale.

“Il fulcro della riforma – spiega il capogruppo della Lega in commissione Giustizia – sarà il piano genitoriale, cioè un progetto in cui i genitori saranno chiamati a proporre i percorsi educativi, le vacanze e le modalità di suddivisione dei costi per i propri figli. Le coppie capaci di accordarsi potranno ottenere l’omologa senza ulteriori step, mentre le coppie in conflitto riceveranno il supporto di professionisti che li aiuteranno a superare le divergenze e a trovare punti di accordo nell’interesse dei figli”.

Tentativi di alienazione, denunce false e tentativi di condizionamento psicologico del minore verranno seriamente puniti perché si vuol garantire l’eguaglianza dei genitori agli occhi del minore, nonché tutelare il minore stesso dinanzi all’evenienza che o il padre o la madre possano in qualche modo metterlo contro l’altro genitore. Proprio in virtù della parità di trattamento, la riforma si propone di “garantire il diritto dei figli di ricevere cura e assistenza da tutti e due i genitori, trascorrendo con ciascuno di essi quanto più tempo possibile e dando così un senso al principio della bi-genitorialità”.

Il tutto dovrebbe portare a un minor ricorso al contenzioso giudiziario, e di conseguenza a minori costi economici e sociali legati al divorzio. La Lega, su questo fronte, ha aperto le porte agli altri partiti: “Ogni miglioramento è ben accetto, ma non daremo adito a stravolgimenti o scontri ideologici. I diritti dei minori coinvolti nelle separazioni sono troppo importanti per continuare ad essere ignorati o peggio sacrificati dalle contrapposizioni”.