La variazione dei tassi di interesse ha assunto un trend di discesa. E anche le richieste di mutuo sono salite esponenzialmente. Specie fra gli under 36.

Rata mutuo
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Un mercato estremamente variabile quello immobiliare, soggetto agli umori del momento storico e in grado, per questo, di determinare squilibri incredibili fra le rate del mutuo di uno o dell’altro richiedente. Anche nel breve volgere di pochi anni e a fronte di prezzi simili degli immobili, le rate da versare mensilmente possono variare in modo sensibile. Tanto per intenderci, chi ha preso un mutuo dieci anni fa, verosimilmente, paga ora una rata decisamente più alta rispetto ai contraenti più recenti. Le variazioni più evidenti riguardano i tassi di interesse, per i quali discese e salite possono alternarsi anche nel breve volgere di pochi mesi.

Negli ultimi mesi, il Governo ha cercato di introdurre nuove misure di sostegno ai giovani (e di potenziarne alcune già esistenti) per incentivare la scelta di formare nuovi nuclei familiari. L’intervento dell’esecutivo ha infatti mirato a disporre agevolazioni specifiche per i richiedenti under 35, con effetti sui tassi di interesse che, secondo mutuionline.it, sarebbero emersi già alla fine del 2021. Il che farebbe pensare a questo come un buon momento per scegliere di lanciarsi in un progetto futuribile, gettando il cuore oltre l’ostacolo e aprendo un contratto di mutuo. Una condizione che, chiaramente, si scontra con problematiche di altro tipo, come la poca stabilità lavorativa dei giovani al di sotto dei 35 anni.

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Secondo l’analisi degli esperti, le misure introdotte dal Governo stanno sortendo gli effetti sperati. La novità principale riguarda, come detto, i tassi di interesse. I quali, al momento, hanno assunto un trend discendente piuttosto stabile dopo il picco raggiunto a ottobre. L’ultima stima condotta dall’osservatorio di mutuionline.it ha evidenziato una decrescita dell’Interest Rate Swap (Irs) già a novembre, un mese dopo il raggiungimento del tetto dei tassi. Il valore di riferimento di questi, infatti, sceso per i fissi su tutte le durate previste: dallo 0,25% allo 0,19% per i 10 anni, dallo 0,54% allo 0,39% per i 20 anni e, infine, dallo 0,50% allo 0,33% per i mutui a 30 anni. Anche il Tasso annuo nominale (Tan) ha iniziato la discesa in novembre, passando all’1,10% dopo il rialzo all’1,14% avuto a settembre. Stesso discorso per i tassi variabili medi, per ora fissi allo 0,75%.

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Una combinazione di fattori che starebbe incentivando i giovani italiani ad accostarsi alle pratiche di mutuo con maggiore frequenza. E questo vale soprattutto per coloro che approntano una spesa per la prima casa. Da poco più del 48% di richieste riferibili al periodo del quarto trimestre 2020, si è passati ora a un 72%. Una crescita esponenziale in un lasso di tempo piuttosto breve e che conferma la variabilità del mercato immobiliare in base all’andamento dei tassi di interesse. Buona parte del merito sarebbe da attribuire proprio alle agevolazioni per gli under 36, più propensi a richiedere finanziamenti anche per durate piuttosto ampie (superiori ai 26 anni). Contestualmente, crescono le richieste di mutuo per le opere di ristrutturazione anche se, in questo caso, a farsi avanti sono richiedenti di età maggiore. E la durata media si attesta al massimo a 15 anni.