Per alcuni beneficiari quella di dicembre è l’ultima ricarica del Reddito di Cittadinanza. Andiamo a scoprire cosa c’è dietro questa situazione.

Quella di dicembre 2020 è stata per diversi cittadini l’ultima rata del Reddito di Cittadinanza. Niente paura però, il servizio può essere ripristinato a partire da febbraio 2021.

Infatti coloro che hanno concluso i primi 18 mesi di RDC (che hanno avuto il primo pagamento nel luglio del 2019 a gennaio dovranno fare i conti con un mese di sospensione forzata prima di avanzare nuovamente la richiesta.

Bisognerà avere i medesimi requisiti degli scorsi mesi per poter poter avere il benestare dell’INPS. Per potere attestare la propria condizione di indigenza e di disoccupazione bisognerà però rinnovare l’ISEE. Una prassi che deve essere eseguita da tutti i beneficiari, che in caso contrario incorrono nello stop dell’erogazione del sussidio.

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Reddito di Cittadinanza, perché a dicembre è stata l’ultima rata per molti

Quest’anno i percettori hanno avuto tempo fino avuto tempo fino al 31 gennaio per presentare il nuovo ISEE. Chi non lo ha fatto, a febbraio non ha riscosso la rata prevista.

Probabilmente anche alla luce della situazione di emergenza attuale, dovuta alla pandemia di coronavirus, la proroga dovrebbe esserci anche nel 2021. Dunque coloro che non hanno esaurito il periodo di somministrazione di 18 mesi a gennaio dovrebbero ricevere tranquillamente la rata del Reddito di Cittadinanza con il “vecchio” ISEE.

Successivamente dovranno obbligatoriamente farne redigere uno per l’anno 2021, che terrà conto dei redditi del 2019. Quindi in caso di variazioni con l’anno precedente, anche l’importo del RDC subirà una modifica.

Dunque, gennaio sarà un mese molto intenso per chi da tempo prende una “boccata d’ossigeno” grazie al suddetto ammortizzatore sociale. Commercialisti e Caf sono già all’opera per aiutare queste persone a farsi trovare pronte e ad avanzare la propria richiesta laddove sussistano ancora i parametri richiesti.