Non solo contante. Il giro di vite dei controlli fiscali punta anche sulla casa: si va verso una banca dati catastale. E le riforme guardano anche più in là.

Anagrafe immobiliare
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Numerose le novità introdotte già a partire da gennaio 2022. L’obiettivo di creare un sistema sociale agile e a prova di illecito verrà perseguito con tutte le forze dal Governo, che mira decisamente a stroncare alcune pratiche favorendo l’introduzione di normative più stringenti in diversi campi. Del contante ne abbiamo già parlato: il 2022 sarà l’anno della nuova restrizione, con limite ai pagamenti che scenderà a 999,99 euro e monitoraggio più accurato da parte dell’Agenzia delle Entrate sui movimenti sospetti di denaro. A questo proposito, dal momento che le operazioni potenzialmente da sottoporre a verifica sono diverse e di grossa entità, il Governo ha cercato di disporre cambiamenti anche a livello strutturale.

Quest’anno, infatti, verrà introdotta la novità dell’anagrafe immobiliare. Ovvero, una sorta di grande banca dati dove verranno convogliate le informazioni catastali di tutte le proprietà immobiliari. Una pratica non del tutto nuova, visto che la stessa Agenzia delle Entrate fa perno su un database di informazioni rilevanti fornite dai contribuenti stessi al momento della dichiarazione dei redditi. Lo scopo è rendere più semplice l’accesso ai dati urbanistici dei residenti, sia per le amministrazioni regionali che locali. Questo varrà per tutti i proprietari che usufruiscono dei diritti previsti per legge. O, almeno, questa è la proposta presentata in Senato dalla bicamerale sulla vigilanza dell’Anagrafe tributaria.

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Anagrafe immobiliare: come funzioneranno gli accertamenti sulla casa

Teoricamente, per chi è in regola su tutti i fronti cambierà poco o nulla. Su un piano riformativo, però, potrebbe variare molto. La riforma del catasto, infatti, è sul tavolo già da tempo ma l’intesa politica finora non è mai arrivata. Le procedure di snellimento di accesso ai dati, è necessario che non impattino sulla privacy dei cittadini. Un’anagrafe immobiliare dovrebbe comunque disciplinare esclusivamente gli accessi ai datti in presenza di una possibile condotta illecita. Ad esempio, in Spagna esiste già una banca dati con finalità antiriciclaggio, dove vengono registrati gli atti notarili al fine di evitare la stipula di più atti con soggetti diversi finalizzati a riciclaggio. In una situazione simile, infatti, nessun notaio potrebbe far nulla per contrastare il raggiro, non avendo una visione totale dell’operazione in atto.

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Il modello di anagrafe immobiliare dovrebbe funzionare più o meno allo stesso modo. Con la differenza, a quanto pare, che la novità verrebbe affiancata dall’automatizzazione delle procedure di accertamento fiscale tramite l’intelligenza artificiale. Come riferito da IlSole24Ore, una sorta di meccanismo di previsione basato su degli algoritmi che, in tal modo, andrebbe a sostituire l’attività manuale dei funzionari. Un quadro che, naturalmente, non ha mancato di creare resistenze. La banca dati, previo consenso del Garante della privacy, potrebbe snellire le procedure di contrasto agli illeciti ma il pensiero di intervenire artificialmente sostituendo il lavoro dell’uomo è un’idea che potrebbe non avere grande successo.