I correntisti di Poste Italiane devono stare attenti ai versamenti sul conto soprattutto in caso di liquidità stabile oltre un certo limite. Scopriamo i rischi che si corrono.

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Sono lontani i tempi in cui gli istituti di credito premiavano i correntisti che versavano costantemente soldi sul proprio conto corrente accumulando risparmi. Ora questo atteggiamento viene considerato sbagliato e punito, soprattutto da Poste Italiane. Siamo lontani dai tempi in cui ognuno era libero di fare dei propri risparmi ciò che voleva. Ora la lotta all’evasione è una priorità e gli occhi del Fisco sono sempre vigili e attenti ad ogni operazione. Di conseguenza, occorre essere sempre informati su cosa si può e non può fare per evitare ripercussioni di vario genere.

Correntisti di Poste Italiane, non fate questo errore

Anni fa gli interessi depositati in banca erano talmente alti da soddisfare sia i clienti che gli istituti stessi. Oggi, invece, i tassi di interesse si assestano su livelli così bassi che la banca stessa può rimetterci nel momento in cui la gestione della liquidità sale oltre specifici livelli. Per aggirare tale problematica, Poste Italiane ha pensato di scaricare i costi dei tassi negativi sui correntisti. La remunerazione dei depositi può arrivare sotto lo zero, questa la decisione della BCE del 2014 subito adottata da tanti istituti di credito. Ora è il turno di Poste Italiane di abbracciare le misure che hanno la finalità di trasferire al cliente i tassi negativi. Fortunatamente, la questione non coinvolgerà tutti i correntisti.

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Chi sono i destinatari del cambio rotta

La decisione di Poste Italiane riguarderà unicamente i correntisti con saldo giornaliero superiore a 5 milioni di euro. E’ chiaro, dunque, come le persone coinvolte saranno una parte esigua dei clienti dell’azienda italiana, una clientela corporate. I destinatari sono stati già avvisati della soluzione presa da Poste Italiane a partire dallo scorso 15 settembre. Hanno, inoltre, saputo che il tasso di interesse sarà ora calcolato sulla media dei tassi di interesse delle operazioni a brevissima scadenza effettuate sul mercato interbancario europeo.

All’interno della comunicazione ai correntisti sul cambio di rotta, Poste Italiane ha spiegato anche i motivi che hanno spinto l’azienda ad agire in tal senso. Alla base del cambiamento c’è lo squilibrio registrato negli ultimi anni tra i costi effettuati da Bancoposta in riferimento alla gestione dei conti e i ricavi legati alla giacenze.