Lo spettro delle conversazioni sotto controllo aleggia più che mai sugli utenti dei principali mezzi di comunicazione. Perché questa malaugurata ipotesi potrebbe concretizzarsi 

Conversazione sotto controllo
Conversazione WhatsApp (Fonte foto: web)

Il controllo delle email e delle chat ben presto potrebbe essere realtà. Detta così potrebbe sembrare l’ennesima beffa per la nostra privacy, ma in realtà c’è dietro una motivazione piuttosto seria e nobile.

Prima di capire il perché di questa scelta è bene focalizzarsi sull’aspetto critico della questione visto che per i prossimi 3 anni l’intimità dei cittadini europei verrebbe di fatto messa da parte. In attesa dell’approvazione definitiva, lo scorso 6 luglio il regolamento “ChatControl” è stato votato con 537 voti a favore, 133 contrari e 24 astenuti. 

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Conversazioni sotto controllo: cosa prevede il nuovo regolamento sulla privacy

In realtà questa opzione nasce dall’esigenza di arginare il losco fenomeno degli scambi pedopornografico. Solo in Italia questa piaga ha conosciuto un incremento del 70%. Una problematica da sconfiggere assolutamente anche a costo di sacrificare la sfera privata delle persone. 

Questo è il pensiero di una parte del Supervisor Europeo. A sua detta quella sopracitata sarebbe una ragionevole soluzione di equilibrio. Un pensiero che non collima affatto con il quello di molti membri del parlamento europeo, i quali invece non sono propensi ad un sacrificio così grande.

Qualora il testo dovesse diventare esecutivo a tutti gli effetti, permetterà un maggior controllo sull’email e le conversazioni. Quindi, addio alla crittografia end-to-end per favorire la visione da parte delle aziende circa i contenuti inerenti abusi sui minori.

Secondo l’esperto di privacy e co-fondatore del Privacy Network Matteo Navacci, le immagini e filmati di milioni di persone potranno essere acquisiti, esaminati e conservati dai provider di servizi. In questo modo circolerebbero ancora più informazioni private rispetto a quanto già accade attualmente.

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Per effetto di ciò diversi partiti sono piuttosto rigidi e non hanno intenzione di avvallare il regolamento. Sono disposti a trattare solo se dovessero essere apportati degli accorgimenti per mantenere alto il livello della privacy degli utenti.

Da non trascurare nemmeno la questione del controllo artificiale. Con questo strumento anche un semplice bagnetto nella bacinella dei propri figli , potrebbe essere mal interpretato e passibile di denuncia.