La pandemia ha allargato la fascia della popolazione in povertà assoluta. Una situazione più evidente al Nord ma che a Pasqua si incontra con la solidarietà. 

Pasqua
Foto di Alexandra da Pixabay

Sarà una Pasqua diversa dalle altre. E sembra un paradosso considerando che lo scorso anno la trascorremmo in lockdown. La differenza fondamentale rispetto al 2020 è che, allora, si era agli albori della fase più acuta della pandemia, con i primi effetti economici che si erano già fatti sentire ma in minima parte rispetto a quanto si può percepire dopo un anno trascorso a singhiozzo. Da tempo ormai parlano i numeri: 5,6 milioni di italiani vengono indicati in condizione di povertà assoluta. Un dato scioccante, emerso da un’indagine Coldiretti su base dei dati Istat.

Il sondaggio è stato svolto nell’ambito dell’iniziativa “A sostegno di chi ha più bisogno”, promossa da Coldiretti in collaborazione con Filiera Italia e Campagna Amica. Un progetto  che punta ad aiutare non solo economicamente ma anche in modo concreto le famiglie più in difficoltà, disponendo aiuti alimentari. Non è uno scenario distopico: oltre una famiglia su quattro, ovvero il 28,8% del totale, ha riscontrato un peggioramento nel welfare interno. Colpa della pandemia e di tutti i suoi effetti incluso, in molti casi, la perdita del lavoro.

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Pasqua, sorprese amare nell’uovo: anche i giovani a rischio povertà

A voler snocciolare ancora più in profondità i numeri del dramma, basti pensare che ad aprire la fila sono le famiglie del Centro (30,5%) e del Nord (28,8%), ovvero le zone del Paese dal welfare più elevato. Più contenuto il peggioramento al Sud, dove si attesta al 27,7%. Il Settentrione fa la parte del leone, anche se avrebbe certamente preferito farne a meno. Le Regioni del Nord, infatti, sono state quelle più colpite dalla pandemia, incrementando notevolmente il livello di povertà, scombinando le carte della qualità della vita. I poveri assoluti, in quest’area del Paese, sale dal 6,8% al 9,4%, colpendo perlopiù le famiglie con pochi figli e i genitori single.

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Saracinesche abbassate, lavoro ridotto e personale in stand-by, il mix di ingredienti ha fatto sì che la situazione precipitasse piuttosto velocemente. E questo senza guardare all’età dei cittadini, considerando che 1 milione e 346 mila under 18 rientrano nella fascia di povertà. Il che incide sensibilmente su fattori cruciali come l’istruzione e l’integrazione, allargando il rischio sia per quel che riguarda il disagio giovanile che di tendenze errate. In questo quadro subentra la solidarietà: il 30% degli italiani ha deciso di dare il proprio contributo in iniziative benefiche e proprio nelle aree più soggette al peggioramento del welfare: 33% al Centro, 39% al Sud.