Il 31 dicembre si chiude la fase sperimentale della misura di rimborso. Da Capodanno parte il cashback standard: ecco che succede.

Cashback
Foto di Ahmad Ardity da Pixabay

Si chiude la prima fase della misura del cashback natalizio. Quella extra per intenderci, pensata dal governo per arginare la crisi economica portata dalla pandemia da coronavirus e finita, manco a dirlo, al centro di più qualche polemica. Sulla natura dei rimborsi, sugli effetti diretti (monitorati persino dalla Banca centrale europea) e anche su quelli indiretti. Ad esempio, il sospetto che abbia contribuito a una maggiore affluenza della clientela nei luoghi dello shopping. Anche perché, favorendo l’utilizzo di carta piuttosto che gli acquisti online, il cashback era stato pensato proprio per offrire un sostegno alle attività commerciali ordinarie.

Ora, con il rimborso fino a 150 euro (il 10% delle spese) per acquisti con carta, si è andati avanti dall’8 dicembre al 31. Un mese di prova sostanzialmente, sul quale ha pesato inevitabilmente il ripristino delle zone rosse in Italia. Una mossa volta a regolare la circolazione nei giorni di Natale e a scongiurare ulteriori assembramenti. In una fase pandemica in cui i contagi erano risaliti in modo preoccupante. Era il 21 dicembre.

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Cashback, finito il rodaggio: com’è andata a Natale e cosa cambia da Capodanno

Nel periodo compreso fra l’inizio dell’extra cashback e la decisione di tornare in zona rossa (8-21 dicembre), gli italiani attivi sulla piattaforma che consentiva l’attivazione della misura erano stati 1,4 milioni. Questi, secondo il primo bilancio, hanno speso di più e più volte con operazioni con carta rispetto al 2019. Un numero che ha per forza di cose risentito del ritorno al semi-lockdown, per una misura che aveva visto, da parte del governo, uno stanziamento di 228 milioni di euro.

Diverso il discorso per il cashback “regolare”, che sarà attivo a partire dal 2021. L’esecutivo ha disposto una cifra pari a 1,75 miliardi per l’anno che verrà. Dall’1 gennaio, con la misura standard di rimborso, sarà possibile ottenere un rientro pari al 10% sul totale dell’importo degli acquisti (naturalmente con carte o app di pagamento), dai quali restano esclusi le compere online (anche se è stato notato come un modo per arginare il problema esista, ma è un’altra storia).

Questa volta, nessun importo minimo di spesa, con tetto massimo ottenibile dei rimborsi che sale a 300 euro. Il rimborso scatterà ogni 6 mesi se verrà effettuato un minimo di 50 pagamenti, per un massimo di rimborso di 150 euro (non più di 15 per ogni transazione).