Inps chiede i soldi indietro: cosa succede in caso di buona fede

Attenzione, in diversi casi l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale può chiedere i soldi indietro. Ecco come comportarsi.

Può capitare a tutti di ritrovarsi a dover fare i conti con una richiesta di restituzione di denaro da parte dell’Inps. Una situazione indubbiamente poco piacevole in cui è bene sapere come comportarsi. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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A partire dalla spesa settimanale fino ad arrivare alle bollette di luce e gas, passando per le varie necessità quotidiane, sono davvero molte le voci che pesano sul bilancio famigliare e che contribuiscono a ridurre il nostro budget finanziario. Se tutto questo non bastasse, ci si può ritrovare a dover fare i conti con delle spese impreviste.

Ne sono un chiaro esempio le multe o addirittura una richiesta da parte dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale di restituire dei soldi indietro. Una situazione indubbiamente poco piacevole in cui è bene sapere come comportarsi. Ecco cosa fare.

Inps chiede i soldi indietro, come comportarsi: tutto quello che c’è da sapere

Prima o poi può capitare a tutti di vedersi recapitare a casa una richiesta di restituzione di denaro da parte dell’Inps. Quest’ultime possono riguardare diverse tipologie di trattamenti economici, come bonus, pensioni, ma anche assegni famigliari, pensioni, indennità di disoccupazione e tanto altro ancora.

Alla base della richiesta di restituzione, allo stesso tempo, si possono annoverare diversi motivi. Tra questi si annoverano requisiti non rispettati, omissione di informazioni rilevanti, oppure la presentazione di documenti falsi o sbagliati. A prescindere da quale sia il motivo, bisogna in ogni caso verificare se effettivamente si è verificato un errore ed in caso contrario presentare ricorso.

A tal fine, è bene ricordare, si ha tempo 90 giorni per poter presentare un ricorso amministrativo. Il tutto fermo restando il fatto che secondo l’articolo 2033 del Codice Civile è prevista la ripartizione dell’indebito. Ovvero, anche nel caso in cui sia stato l’ente a commettere l’errore, il contribuente potrebbe essere ugualmente tenuto a restituire le somme, con tanto di interessi.

Come sottolineato dalla Corte Costituzionale, comunque, in caso di buona fede del contribuente, quest’ultimo può richiedere alcuni agevolazioni, come ad esempio la dilazione del pagamento o la riduzione dell’importo degli interessi.