Condono fiscale, l’ora della verità: davvero si pagherà meno?

Dalla flat tax allo sconto: il piano di condono fiscale promesso dovrà fare i conti con l’incognita risorse. Ecco la prima bozza.

 

Tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. I vecchi detti non sbagliano mai. Ma è inevitabile chiedersi se tale concetto valga anche per le promesse elettorali.

Condono fiscale
Foto © AdobeStock

Teoricamente, ogni proposta messa in campo durante una campagna politica finalizzata alle elezioni dovrebbe poggiare su basi certe, o quantomeno estremamente probabili. Il rischio di deludere la fiducia degli elettori, che stavolta sono stati numerosi nel concedere i loro consensi a una determinata forza politica, è sempre dietro l’angolo. Specialmente ora che i tempi non concedono operazioni troppo lunghe. La crisi è adesso, e vista la situazione in continua evoluzione (perlopiù in direzioni negative) il margine d’errore è veramente minimo. Questo vale per gli interventi promessi in direzione del risparmio energetico così come per la riduzione del peso fiscale che, almeno nelle intenzioni della coalizione uscita vincitrice dal voto, sarà uno dei primi provvedimenti.

Come sempre, è tutta questione di risorse. Il mare, infatti, è rappresentato proprio dalla necessità di conciliare promesse e strumenti concreti. In questo senso, il lavoro del nuovo Governo sarà abbastanza gravoso. La prossima Legge di Bilancio dirà quanto, effettivamente, la politica italiana sarà in grado di tenere fede a quanto annunciato come intenzione. Il condono fiscale, ad esempio, ha fatto parte in modo viscerale della strategia politica del Centrodestra, fra chi chiedeva una nuova flat tax (Lega) e chi insisteva su un maggior equilibrio sul piano tassativo (Fratelli d’Italia). Linee che dovranno convergere in primis per non perdere credibilità, quindi per garantire realmente uno sgravio sulle spalle dei contribuenti.

Condono fiscale, la strategia del Governo: risorse per pagare meno tasse

Si comincerebbe da uno sconto sulle tasse non versate, con un risparmio calcolato in circa l’80% delle risorse finanziarie. Inoltre, Fratelli d’Italia vorrebbe incentivare nuove assunzioni, sgravando fiscalmente le aziende che si impegnano a rafforzare i loro organici. Passi che, tuttavia, dovrebbero essere subordinati alla sostituzione del Reddito di Cittadinanza, se così sarà, con altri strumenti di riorganizzazione occupazionale, dai contratti di apprendistato a sostegni diretti agli inabili al lavoro. Più prossima, invece, dovrebbe essere il recupero dei capitali non dichiarati allo Stato, tramite una riforma di alleggerimento fiscale. Uno sconto sulle tasse in grado di incentivarne il versamento e, al contempo, disincentivare l’evasione. Un procedimento che, tuttavia, necessita di tempo e, soprattutto, di una serie di approfondimenti che richiederanno piccoli passi.

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Con il condono fiscale, la Destra punta a una sanatoria delle cartelle esattoriali fra 1.000 e 3 mila euro, con sconto dell’80% sulle tasse. In pratica, i debitori andrebbero a versare solo il 20% del dovuto, riuscendo quindi a regolarizzare la posizione nei confronti dell’erario. Per importi maggiori, invece, si punta a una dilazione della somma con maggiorazione di solo il 5%, annullando quindi sanzioni o interessi relativi. Misure che, a ogni modo, sono ancora in fase di lavorazione. Oltre alle risorse, l’Italia dovrà mantenersi anche entro i parametri dell’Unione europea, per evitare di scavare un solco tra le regole comunitarie e la Manovra italiana. Il nuovo Saldo e stralcio, a ogni modo, riguarderebbe unicamente le persone fisiche e solo per una determinata categoria di debiti, oltre che per solo alcuni parametri reddituali. Nello specifico, chi ha un Isee familiare non superiore a 20 mila euro.