Agenzia delle Entrate, è caccia ai furbetti: il peggior nemico si chiama “Vera”

Continua la caccia agli evasori fiscali da parte dell’Agenzia che d’ora in poi potrà avvalersi anche del software Vera. Ecco cosa sta succedendo.

Tra le maggiori piaghe della nostra società, continua la lotta all’evasione fiscale con l’Agenzia delle Entrate che avrà a proprio servizio anche l’intelligenza artificiale. Entriamo quindi nei dettagli per vedere come funziona e tutto quello che c’è da sapere in merito.

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L’evasione fiscale è una delle principali piaghe della nostra società. Si tratta infatti di tutta una serie di comportamenti che finiscono per pesare sul bilancio dello Stato e pertanto anche sulle nostre tasche, dato che proprio con le tasse contribuiamo all’erogazione di diversi sussidi e servizi pubblici.

Al fine di contrastare tale fenomeno abbiamo già visto come si assista a controlli sempre più serrati da parte dell’Agenzia delle Entrate che a tal fine si avvale anche della cosiddetta Anagrafe dei conti correnti. Ma non solo, il Fisco è pronto a dare caccia agli evasori grazie al nuovo software Vera. Ma come funziona e cosa c’è da aspettarsi? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Agenzia delle Entrate, è caccia agli evasori con “Vera”: tutto quello che c’è da sapere

Diverse sono le misure messe in atto dal governo nel corso degli anni al fine di contrastare l’evasione fiscale. L’ultimo in ordine di tempo è il nuovo software anti – evasori Vera.  Quest’ultimo, a quanto pare, sarà in grado di esaminare attentamente tutte le informazioni finanziarie che confluiranno nel sistema.

Il tutto, ovviamente, al fine di riuscire a scovare furbetti o comunque presunti tali. Tale software si chiamerà “Vera”, acronimo di Verifica dei rapporti finanziari, e permetterà appunto di ottenere delle liste molto selettive finalizzate all’attività di controllo.

Una vera e propria intelligenza artificiale a disposizione del Fisco che potrà così effettuare in modo facile e veloce tutti i controlli del caso, riuscendo così a scovare i furbetti o comunque i presunti tali.

In questo modo, grazie all’incrocio dei vari dati, potrà scovare casi di rischio e chiedere spiegazioni in merito ai soggetti interessati. L’Agenzia delle Entrate può quindi dare il via ad un accertamento anche attraverso l’invio di lettere di compliance.