Vi sono delle malattie cardiache riconosciute dall’Inps, per cui chi ne soffre ha diritto a un assegno mensile. Ecco cosa c’è da sapere in merito.

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Il Covid ha segnato inevitabilmente le nostre esistenze, continuando, purtroppo, ad avere tutt’oggi un impatto negativo sia dal punto di vista economico che sociale. Una situazione particolarmente difficile da affrontare, soprattutto per via delle crescenti incertezze in merito al futuro. Se tutto questo non bastasse, si verifica anche un peggioramento dello stato di ansia e depressione. Ma non solo, oltre al Covid vi sono anche altre patologie a cui è bene prestare attenzione.

Ne è un chiaro esempio il numero crescente di persone che si ritrova sempre più spesso a dover fare i conti con dei problemi al cuore. Tutte condizioni che si rivelano essere spesso un incubo, tanto da finire per compromettere il regolare svolgimento di alcune semplici attività quotidiane. Proprio per questo motivo è bene sapere che, chi soffre di alcune determinate malattie cardiache, ha diritto ad un assegno mensile. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo di quali si tratta.

Malattie cardiache riconosciute dall’Inps: chi ha diritto all’assegno di invalidità civile

I soggetti a cui viene riconosciuta una inabilità lavorativa e che si trovano in stato di bisogno economico, hanno diritto a un assegno di invalidità pari a 287,09 euro al mese. Varie le malattie che permettono di accedere a tale misura, tra cui malattie cardiovascolari gravi, che finiscono, inevitabilmente, per compromettere il regolare svolgimento di alcune semplici attività quotidiane.

Proprio per questo motivo, quando si tratta di malattie invalidanti, l’Inps riconosce questo assegno mensile di circa 300 euro, che viene riconosciuto dopo aver provveduto a presentare apposita domanda. A tal fine, infatti, bisogna rivolgersi al proprio medico di famiglia, che compila un certificato attestante la gravità dei problemi al cuore. Una volta inoltrata la domanda all’Inps, l’istituto convoca il soggetto in questione per fare una visita medica. A quel punto la Commissione medica determina la percentuale di invalidità. Se quest’ultima risulta non inferiore al 74%, quindi, si ha diritto all’assegno di invalidità.

Entrando nei dettagli, infatti, per quanto riguarda le malattie cardiache, l’Inps riconosce percentuali compatibili con l’indennità in diversi casi. Tra questi si annoverano le aritmie gravi o gravissime alle quali viene riconosciuta una invalidità che può raggiungere anche il 100%. Stesso discorso vale per la coronaropatia gravissima o sindrome ipocinetica da scompenso cardiaco cronico.

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Nel caso delle miocardiopatie o delle valvulopatie con gravissima insufficienza cardiaca, inoltre,  la percentuale di invalidità oscilla tra il 71% e il 100%. Tra i problemi che possono riportare al riconoscimento dell’assegno di invalidità, inoltre, si annoverano anche i difetti interventricolari o interatriali che possono provocare serie condizioni cliniche. Da non dimenticare, poi, trapianti al cuore o polmone complicati che possono provocare una condizione invalidante.