L’importo della pensione può aumentare richiedendo degli assegni mensili a sostegno del reddito. Vediamo quali sono le misure di riferimento.

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I pensionati che ricevono una pensione dall’importo non sufficiente a soddisfare pienamente i bisogni primari e secondari possono richiedere degli assegni mensili aggiuntivi per vivere più serenamente il meritato riposo. Non tutte le persone, infatti, una volta uscite dal mondo del lavoro sentono la necessità di continuare un’attività remunerativa. Alcuni desiderano unicamente riposarsi ma nello stesso tempo avere la possibilità di provvedere a se stessi e ai familiari a carico.

Assegni familiari per una pensione più ricca

Non tutti sanno che gli assegni familiari possono essere richiesti, oltre che dai lavoratori dipendenti, anche dai pensionati. Occorrerà rispettare dei requisiti reddituali precisi per ottenere il sussidio e avere dei familiari a carico. Annualmente, la legislazione stabilisce le regole e disciplina le modalità di assegnazione degli ANF. La domanda può essere inoltrata dai pensionati titolari di una pensione del Fondo lavoratori dipendenti, dei Fondi speciali di provvidenza e dell’Enpals.

Requisiti di accesso agli ANF

I pensionati che possono richiedere gli assegni familiari devono rispettare specifici requisiti. Il reddito familiare dovrà essere composto per il 70% minimo dalla pensione del richiedente. In più, come accennato, annualmente verrà stabilito un limite reddituale superato il quale non è prevista l’erogazione degli assegni familiari. Tale limite viene riportato nelle tabelle di riferimento indicate nella circolare INPS di riferimento che valgono dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo.

I soggetti che fino ad ora non hanno usufruito degli assegni familiari pur avendone diritto possono fare richiesta degli arretrati fino a cinque anni presentando domanda all’INPS autonomamente o lasciandosi aiutare dal Caf o un patronato.

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Lavorare dopo la pensione è possibile?

Volendo entrate regolari in aggiunta alla pensione, molti pensionati decidono di continuare a lavorare. Occorre sapere, però, che esistono specifiche condizioni da rispettare per poterlo fare. I pensionati che vanno in pensione con Quota 100 possono svolgere prestazioni occasionali per importi massimi di 5 mila euro all’anno. Chi va in pensione prima dei 63 anni perde il diritto alla pensione previdenziale qualora continuasse a lavorare come dipendente mentre lavorando da autonomo perderebbe il 50% della pensione minima INPS.

La decisione di continuare a lavora dopo la pensione, dunque, dovrà essere oculata e dovrà considerare trattenute, restrizioni e altre condizioni che potrebbero non essere favorevoli tanto quanto la richiesta di erogazione degli assegni familiari.