Andare al lavoro e non avere il Green Pass, dal 15 ottobre, sarà decisamente un cattivo affare. La busta paga ne risentirebbe più di tutti.

Busta paga ottobre
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Anche stavolta c’entra il Green Pass. L’estensione della certificazione verde rappresenta una novità assoluta per quanto riguarda il mondo del lavoro, mai prima d’ora venutosi a trovare di fronte a un cambiamento così influente sull’andamento delle proprie mansioni. Evitare di vaccinarsi, dal 15 ottobre, significherà andare incontro a diverse conseguenze, dalla sospensione dell’attività e del contratto a quella dello stipendio. Nel caso delle piccole aziende, addirittura, il datore di lavoro potrà procedere alla sostituzione del dipendente sospeso. Un cambiamento radicale che non mancherà di far discutere.

Tuttavia, le novità non saranno solo operative. Anche la busta paga ordinaria risentirà del restyling del mondo del lavoro, già pesantemente influenzato dalla pandemia. L’estensione del Green Pass, infatti, non guarda in faccia nessuno: dal pubblico al privato, ben 23 milioni di lavoratori saranno coinvolti. Il che significa poche disparità ma anche una variabile che tanto variabile non è più. L’obbligo della certificazione è una variante a quello della vaccinazione ma comunque qualcosa da assolvere per non avere conseguenze sul piano lavorativo. E, quindi, in busta paga.

Green Pass obbligatorio, novità in busta paga: cosa succede a ottobre

Ma cosa rischia, in busta paga, chi non possiede il Green Pass e, per questo, incorre nelle disposizioni penalizzanti decise dal Governo? Il tema è piuttosto sensibile: ricevere una sospensione dello stipendio significa ritrovarsi in condizioni di difficoltà, specie in un periodo di forte ripresa dell’attività di Riscossione. Di fatto, si dispone di un mese di tempo per adeguarsi alla normativa e non rischiare di trovarsi a ottobre con una busta paga sospesa e condita da multe salatissime per l’inosservanza. Inoltre, il mese di tempo concesso è connesso anche all’organizzazione dei controlli, i quali potranno svolgersi sia in modo puntuale (ovvero ogni tot giorni) oppure a campione.

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Come spiegato dal decreto, tuttavia, i controlli dovrebbero avvenire già nel momento in cui il lavoratore mette piede in azienda. Lo riferisce il testo stesso, spiegando che “tali controlli” saranno “effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi“. Diverso il discorso per lavoratori esterni e volontari, per i quali starà al datore stabilire le modalità di verifica. Qualora manchi il Green Pass, la busta paga subirà una decurtazione per le giornate di assenza, fin dal primo giorno in cui il lavoratore si assenta forzatamente. E fino al suo rientro.