I lavori poco pagati sono tanti. Una forma di schiavitù nascosta nei guadagni, che porta in molti ad accettare miseri compensi a fronte di tante ore di duro lavoro.

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L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. Questo è quanto recita l’articolo 1 della Costituzione. Proprio il lavoro, infatti, si rivela essere una parte importante della nostra vita, in quanto ci permette di avere il reddito necessario per acquistare i vari beni e servizi di nostro interesse.

Le cose, però, non vanno sempre come desiderato e in alcuni si finisce per svolgere attività non in linea con le proprie aspettative. Se tutto questo non bastasse, i compensi spesso nascondo delle forme di schiavitù legalizzata, per via dei miseri guadagni che molti lavoratori percepiscono, a fronte di tante ore di duro lavoro. Tanti, purtroppo, sono i lavori poco pagati in Italia, alcuni dei quali anche inaspettati. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo di quali si tratta.

Lavoro, le professioni meno pagate in Italia: la verità che non ti aspetti

A partire dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021, il tanto discusso Green Pass sarà obbligatorio in tutti i posti di lavoro, andando così a incidere direttamente sulla vita di milioni di italiani. Il lavoro, d’altronde, non è un hobby, bensì un’attività necessaria per attingere a quella fonte di reddito che permette a ognuno di noi di poter mantenere la propria famiglia.

Per ogni ora trascorsa a lavorare, infatti, viene riconosciuto un corrispettivo di carattere economico, volto proprio a compensare quanto svolto. Le cose, però, non vanno sempre come desiderato e a volte si finisce per imbattersi in delle situazioni che possono essere considerate come una forma di schiavitù legalizzata. Ovvero compensi miseri a fronte di tantissime ore di lavoro.

Tanti, purtroppo, sono i lavori poco pagati in Italia e, se tutto questo non bastasse, sempre nel nostro Paese si assiste ad un ritardo non indifferente nei rinnovi dei contratti e adeguamenti Istat delle retribuzioni. Quando questi vengono effettuati, poi, ci si ritrova spesso a dover fare i conti con degli aumenti irrisori.

Schiavitù legalizzata: i lavori poco retribuiti

Una situazione che non può passare di certo inosservata, soprattutto considerando che esistono lavori in cui si assiste a delle condizioni di sfruttamento. Tra questi si annoverano:

  • Settore agricolo e minerario. Spesso si tende a nascondere la testa sotto la sabbia quando si tratta dei compensi percepiti dai lavoratori del settore agricolo e minerario. Eppure, purtroppo, è noto a tutti come i lavoratori di questo settore si ritrovino spesso sfruttati, con compensi da fame e senza alcuna forma di tutela. Chi opera in questo settore, infatti, si ritrova in genere a non aver diritto ad alcun tipo di concessione o permesso, ritrovandosi dall’altro canto a svolgere tante ore di duro lavoro a fronte di una misera paga oraria. Un trattamento spesso al limite dello sfruttamento, per lavori che se ci pensiamo bene sono fondamentali per la nostra economia. Senza persone che coltivano il terreno, ad esempio, non avremmo più la possibilità di poter mangiare ogni giorno la tanto desiderata frutta e verdura, alleate, talaltro, della nostra salute.
  • Strutture ricettive. Tra i lavori meno pagati in Italia, poi, si annoverano coloro che lavorano nelle strutture ricettive. Si tratta, quindi, di camerieri di sala e ai piani, ma anche lavapiatti, baristi o facchini. Tutti lavoratori, anche in questo caso, essenziali e fondamentali per l’andamento dell’attività, ma che finiscono spesso per essere sfruttati fino all’osso. Tanti, purtroppo, sono i dipendenti di hotel, campeggi e ristoranti che non arrivano nemmeno a percepire mille euro al mese,  a fronte, spesso, di più di 14 ore di lavoro al giorno, compresi domenica e giorni festivi.

Lavori meno pagati in Italia: dalle badanti alle cassiere

Tra i lavori meno pagati in Italia, oltre a quelli appena citati, si annoverano anche gli assistenti alla persona e coloro che lavorano nell’ambito del commercio. Entrando nei dettagli:

  • Assistenti alla persona ed educatori. Anche colf e badanti, purtroppo, si ritrovano in genere a dover fare i conti con compensi non adeguati alle mansioni svolte, anche in presenza di regolare contratto. Non vi sono, infatti, tutele e paghe minime a cui poter fare affidamento; così come non ci sono forme di aiuto a sostegno delle famiglie che si ritrovano nella necessità di doversi appunto affidare a una figura che si occupi dell’assistenza di anziani o malati. Paghe misere anche per gli educatori, soprattutto se  lavorano in cooperative, che si ritrovano proprio come badanti e colf a svolere un lavoro fondamentale dal punto di vista sociale, a fronte di misere paghe.
  • Commercio al dettaglio e Grande Distribuzione Organizzata. Spesso si pensa che chi lavora in un supermercato o comunque in un negozio si ritrovi alle prese con un buon lavoro. Purtroppo, però, nella realtà dei fatti non è sempre così. Non parliamo solo delle prestazioni occasionali durante le festività, ma anche dei compensi percepiti dai lavoratori con regolare contratto. Anche in questo caso, infatti, gli stipendi non sono allineati con il lavoro svolto da cassieri, commessi e altri addetti ai lavori. Anche in questo contesto, d’altronde, non mancano giorni di straordinari, con turni di lavoro in orario serali o nei giorni festivi. Il tutto spesso a fonte di buste paghe molto basse, oltre, purtroppo, in alcuni casi a pressioni di vario tipo. Ne è un chiaro esempio il fatto che molte donne si vedano negare concessioni per la maternità oppure permessi per esigenze familiari.

I lavori meno pagati che non ti aspetti

Ci sono poi alcune attività lavorative poco pagate, anche se non ce lo si aspetta. Tra queste si annoverano:

  • Immobiliare e settore amministrativo. Ebbene sì, anche questi due settori, a differenza di quanto ci si possa aspettare, nascondono spesso delle paghe particolarmente basse. A partire dalle segretarie fino ad arrivare agli agenti immobiliari, purtroppo, gli stipendi non sempre sono idonei all’attività svolta. Se tutto questo non bastasse, prima di arrivare ad avere un regolare contratto, ci si ritrova a dover trascorrere mesi, se non addirittura anni, all’insegna di tirocini e stage spesso non retribuiti o comunque con rimborsi spesa inadeguati.
  • Dipendenti pubblici. Anche in questo caso non è tutto oro quel che luccica. Come noto lavorare nel settore pubblico vuol dire avere uno stipendio “sicuro”. Questo però, è bene sottolinearlo, non vuole dire necessariamente avere una paga adeguata. Se da un lato si può fare affidamento su un contratto fisso e una retribuzione regolare ogni mese, infatti, dall’altro canto sono molti i dipendenti pubblici alle prese con stipendi particolarmente bassi, soprattutto se ancora agli inizi.

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Come è possibile notare sono tanti i lavori poco pagati in Italia e se tutto questo non bastasse, quelli appena elencati non sono gli unici. Sono moltissimi, infatti, i settori in cui i lavoratori si ritrovano a essere sottopagati, anche in ambiti in cui non ci aspetta.