Nelle scuole il personale ATA è sempre disponibile a mantenere tutto in ordine, a far rispettare le regole e soprattutto a dare una pacca sulla spalla agli studenti in difficoltà. Ecco quanto guadagnano per il loro supporto.

collaboratore scolastico

La figura di collaboratore scolastico è fondamentale in una realtà dove giovani e adulti si confrontano, dove si imparano le regole del vivere comune e dove si provano e si sperimentano anche grandi emozioni. Come si diventa personale ATA? E quanto guadagna un lavoratore statale di questo tipo? Andiamo a scoprirlo, approfondendo nel contempo la conoscenza di una figura professionale che per troppo tempo – forse – è stata sottovalutata.

Personale ATA: le mansioni e le responsabilità

Tecnicamente, il personale ATA deve svolgere alcuni tipi di mansioni genericamente identificate come amministrative, tecniche, di assistenza, di manutenzione e di sorveglianza. Nella pratica, i lavoratori scolastici si apprestano ogni giorno a eseguire le direttive emanate dal dirigente Scolastico. Fanno anche da intermediari tra studenti-genitori-insegnanti, si occupano di front e back-office, tengono in ordine e provvedono alla pulizia dei locali scolastici e relativi annessi. Infine, assistono gli studenti in caso di bisogno, contattando i genitori, il medico oppure un’ambulanza se la situazione lo richiede. L’immaginario collettivo – ma fortunatamente le cose stanno cambiando – vede l’ATA come un semplice addetto alle pulizie. In realtà l’apporto che il bidello fornisce con le sue prestazioni, soprattutto a livello umano, non ha prezzo. Molto spesso un ATA è anche responsabile di “assistenza dedicata alla persona”. La mansione è anche oggetto di confusione perché non mancano le controversie e le difficoltà di stabilire dei limiti precisi a questo tipo di compito.

I diversi profili lavorativi specificati dal MIUR

Nel sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca, si individuano ben 4 macro categorie di impiego nel quale rientrano i lavoratori ATA.

  • Collaboratore scolastico (CS) o Assistente Amministrativo (AA). Può lavorare in tutti gli Istituti Scolastici
  • Collaboratore Scolastico (CR). Lavora solo negli Istituti Agrari
  • Cuoco (CU), Infermiere (IF), Guardarobiere (GU). Viene assunto solamente presso convitti/educandati
  • Direttore Servizi Generali Amministrativi (DSGA). Può lavorare in tutte le scuole.

Per essere assunti come una delle sopracitate categorie sono richiesti diversi requisiti formativi. Vanno dal diploma di qualifica professionale alla maturità fino ad alcune specializzazioni e alla Laurea. Naturalmente, anche a seguito delle diverse mansioni che vengono assegnate e al grado di istruzione necessario, gli stipendi subiscono variazioni e garantiscono o meno benefit di vario tipo.

L’Assistenza al disabile spetta all’ATA?

Una delle questioni che creano un po’ di confusione riguardo alla figura del collaboratore scolastico, come accennato poco sopra, è quella dell’assistenza alla persona. Fino a che punto il bidello deve, può o non deve intervenire in caso di alunno disabile? La Legge parla chiaro: l’ATA non può e non deve fare niente che esuli dalle competenze assegnategli per contratto. La figura del collaboratore scolastico non ha l’obbligo di formazione specifica per assolvere a compiti di questo tipo, e anzi, se all’ATA viene richiesto, ad esempio di provvedere alla pulizia personale di un alunno disabile, questi può rifiutare. Esiste però una normativa che consente, previa approvazione di richiesta e seguente procedura, di assegnare al lavoratore delle mansioni “extra”, che saranno però anche oggetto di compenso economico.

Come diventare ATA e quale percorso formativo serve nel 2021

Una volta che si sono ottenuti Diplomi di Maturità o di qualifica professionale oppure una Laurea, chi desidera diventare collaboratore scolastico dovrà partecipare a speciali concorsi per soli titoli (ovvero dove non sono previste prove d’esame, test scritti eccetera). Questi concorsi danno accesso alle graduatorie ATA. Il punteggio assegnato può subire variazioni in positivo per ogni certificazione, qualifica o specializzazione che la persona presenta.

I fattori che influiscono sulla graduatoria

Difatti per salire in graduatoria vengono presi in considerazione diversi fattori, tra cui la formazione continua ed aggiornata, l’idoneità a concorsi pubblici precedentemente ottenuta, la conoscenza di strumenti informatici o qualifiche specialistiche come OSA (Operatore Socio-Assistenziale), OAD (Operatore Assistenza Disabili) oppure OPI (Operatore Infanzia). Come per altri impieghi nel settore pubblico – vedi gli Insegnanti – bisogna attendere un po’ prima che arrivino i primi incarichi, magari come sostituzione ferie/maternità, per arrivare poi a ricoprire il lavoro in maniera definitiva e con un contratto a tempo indeterminato.

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Personale ATA: quanto guadagna?

La tanto agognata busta paga “sicura” può arrivare anche dopo diversi anni. Ma chi si mette in graduatoria per diventare ATA nel frattempo può continuare a formarsi e ad aumentare crediti, quindi anche maturare esperienze nel campo privato. Nel momento in cui diventa di ruolo in un Istituto Scolastico pubblico, e a seconda della tipologia di incarico, lo stipendio è calcolato in base al CCNL del settore.

Lo stipendio una volta entrato di ruolo

Considerando le 13me mensilità, un neo assunto arriva a guadagnare circa 1.100-1.200€ al mese netti, che salgono poi in base a mansioni extra e agli anni di anzianità maturati. Dopo meno di 10 anni di servizio, infatti, lo stipendio si alza fino a 1.200-1.300€ al mese netti. Buste paga un po’ più corpose spettano agli ATA del settore agrario – circa 100,00€ in più al mese – ai cuochi, agli infermieri e ai guardarobieri, che partono con uno stipendio di circa 1.400€ al mese netti. Il personale dell’area Amministrativa e i DSGA possono contare invece su 1.600€ al mese netti.