Più di cento milioni di cartelle esattoriali verranno cancellate. Il Governo si prepara al colpo di scena per dare nuovo impulso alla riscossione dei debiti.

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L’attività di riscossione dei debiti è rallentata dal gran numero di cartelle esattoriali in arretrato. Di conseguenza, il Governo ha deciso di cancellare più di cento milioni di cartelle rimaste a prendere polvere da più di cinque anni.

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Quali cartelle esattoriali verranno cancellate

L’80% delle cartelle cancellate sono relative al periodo 2000/2015. Parliamo di contributi, multe, gabelle ed imposte non pagate per le quali i morosi non sono mai stati “puniti”. La decisione del Governo è chiara, fare spazio alla nuova riscossione dei debiti eliminando ciò che è rimasto in sospeso per anni.

Le cartelle cancellate saranno quelle più vecchie di cinque anni. Il tempo passato a prendere polvere ha visto confermare il fallimento del sistema di riscossione e ha richiamato l’attenzione sull’esigenza di nuove modalità più efficaci. Il Ministero dell’Economia sta lavorando a tale scopo puntando su una doppia operazione, la revisione del meccanismo di controllo e la cancellazione delle vecchie cartelle.

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I cambiamenti da apportare nel sistema di riscossione delle cartelle esattoriali

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Le contraddizioni che si rilevano nell’attuale procedura di riscossione delle cartelle esattoriali sono principalmente due. L’Agenzia delle Entrate si deve occupare di tutta la documentazione in arretrato concentrando i propri sforzi anche sul recupero di pochi euro. In secondo luogo, la riscossione è rallentata, se non ostacolata, dalle norme che tutelano il contribuente quale, ad esempio, l’impossibilità di pignorare una prima casa.

Le attività di recupero subiscono, così, degli impasse che impediscono a tutto il sistema di funzionare adeguatamente. Ecco perché si sono accumulati così tanti arretrati ed ecco il motivo per cui si è deciso di dare una svolta cancellando le cartelle più vecchie di cinque anni.

Benefici della scelta della cancellazione delle vecchie cartelle

Secondo il sistema in vigore di riscossione dei crediti l’esigibilità dei crediti prevede tempi di attesa molto lunghi e a causa dei ritardi, delle incertezze e della pandemia le cartelle accumulate sono talmente tante che pensare di riscuoterle a breve è impossibile. Basti pensare che i crediti affidati ben ventuno anni fa, nel 2000, potranno essere cancellati tra 22 anni e in questo lungo periodo continueranno ad impolverarsi e a rallentare ulteriormente il sistema.

Da qui l’esigenza del rinnovo, della svolta, cancellando le vecchia cartelle, almeno quelle in attesa da almeno cinque anni. E questo sarà il periodo massimo di attesa da adesso in poi in modo tale da favorire una più efficace pianificazione della riscossione e una ottimizzazione delle risorse. In più, l’attenzione sarà rivolta alle cartelle dagli importi più elevati per centrare l’obiettivo di superare notevolmente l’incasso ottenuto dall’attività di riscossione nel 2020, “solo” 6,4 miliardi di euro.

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E in attesa della cancellazione nei 5 anni?

Attualmente, l’attività di riscossione è sospesa fino al 30 giugno 2021. Ciò significa che non si potranno notificare cartelle esattoriali, i pagamenti sono sospesi e non è prevista l’attivazione di nuove procedure cautelari. In più, fino alla data citata è sospeso il fermo amministrativo dei beni mobili in possesso del debitore.