Un tribunale francese ha ordinato alla UBS di pagare 4,5 miliardi di euro per aver aiutato i propri clienti ad eludere il fisco, aggiungendo anche altre violazioni che potrebbero costare alla banca svizzera quasi 10 miliardi di euro.

L’Istituto di credito è stato dichiarato colpevole di riciclaggio e frodi fiscali. Un record, che supera l’attuale utile netto di 4,9 miliardi di euro. Naturalmente, UBS ha negato qualsiasi illecito ed è intenzionato a presentare ricorso contro la sentenza.

Non è la prima volta che la banca viene condannata. In precedenza, altre denunce gli erano costati quasi 7 miliardi di euro nei soli Stati Uniti. Insomma, quelle precedenti sommate alle attuali formano una cifra considerevole. Per fortuna della banca, il ricorso che verrà presentato mettere in naftalina tutto.

Andando indietro nel tempo, nel 2009 UBS fu costretta a sborsare 780 milioni di dollari come parte di un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli USA, quando ammise di aver aiutato i clienti ad evadere il fisco. Dai documenti giudiziari emerse che i dipendenti delle varie filiali aiutavano i contribuenti statunitensi ad aprire nuovi conti sotto il nome di intestatari o entità fittizie, per aiutarli nell’evasione fiscale.

Qualche anno dopo, precisamente nel 2012, la banca pagò 1,5 miliardi di dollari per aver manipolato i tassi d’interesse. Un condanna che fece molto clamore, in quanto si trattava di una cifra record comminata ad un istituto di credito. Nel corso dei successivi anni, all’UBS vennero comminate altre multe per problemi minori, tra cui la mancanza di supervisione e la violazione delle sanzioni economiche statunitensi.