Ferrero, periodo nero: altri due richiami, non mangiate questi prodotti

Nuovi ritiri precauzionali da parte di Ferrero. Interessati alcuni lotti non realizzati e non venduti in Italia. Ecco di cosa si tratta.

 

Periodo decisamente sfortunato per Ferrero. Il colosso italiano (e internazionale) dei dolciumi, per la seconda volta in pochissime settimane, si è visto costretto a ritirare uno dei propri prodotti dal mercato.

Ferrero richiami alimentari
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Era accaduto ad aprile ed è accaduto di nuovo. La società, dopo il caso scoppiato in Belgio e culminato con la chiusura della sede di Arlon per sospetta presenza di batteri della salmonellosi in alcuni lotti di Kinder Schoko-Bons, si ritrova per le mani un nuovo caso. Ancora una volta, l’allarme suona lontano dall’Italia: l’azienda ha infatti fatto sapere che le sedi nostrane (ossia quelle di Alba, Pozzuolo Martesana, Balvano e Sant’Angelo dei Lombardi) non sono interessate dai nuovi richiami. Nel senso che i prodotti in questione, sono stati confezionati in sedi estere. Si tratta, nello specifico, della confezione da 162 grammi di Kinder Happy Moments Minimix e del Peluche Coniglio Maxi Mix (con inclusi all’interno degli Schoko-Bons) in confezione da 133 grammi.

Ancora una volta, c’è di mezzo il rischio salmonella. Per la precisione, “un rischio microbiologico” con possibile presenza di batteri riconducibili alla pericolosa malattia. Le disposizioni sono quelle standard: l’azienda ha invitato la clientela a non acquistare il prodotto o, in caso lo abbia già fatto, di non consumarlo, conservarlo e contattare il servizio clienti della Ferrero (numero verde 800 90 96 90). Nella nota, il marchio ha sottolineato che la decisione è del tutto volontaria e presa a scopo precauzionale. L’obiettivo, oltre a garantire la qualità del prodotto, è chiaramente quello di tutelare la salute dei consumatori.

Ferrero, ritirati due prodotti: cos’era successo ad aprile

Decisamente un periodo poco fortunato per le sedi estere della multinazionale dei dolciumi. Il caso esploso qualche settimana fa aveva scosso il mercato, soprattutto per il coinvolgimento di prodotti di larghissimo consumo e destinati a un target estremamente giovane. Già all’inizio di aprile era finito sotto il riflettore dei media il caso degli ovetti Kinder, ritirati da alcuni supermercati irlandesi e britannici per sospetta presenza di salmonella. Poco dopo era toccato a determinati lotti di Kinder Schoko-Bons, tanto che la stessa Ferrero si era prodigata per rendere pubblica, online, una lista dei prodotti a rischio da evitare assolutamente. La questione era diventata rapidamente seria, con ben 134 casi accertati in 9 Paesi, accostati proprio al consumo di tali prodotti.

Per quel che riguarda lo stabilimento di Arlon, gli esperti avevano analizzato i prodotti mentre Ferrero disponeva ritiri immediati a scopo precauzionale. Secondo alcune analisi, tuttavia, la presenza del batterio pare fosse stata riscontrata in alcuni serbatoi già nel mese di dicembre. A ogni modo, per quel che riguarda i supermercati italiani, i prodotti del Gruppo possono essere commercializzati e consumati senza timore. Nella speranza, chiaramente, che la nuova allerta possa essere circoscritta. In fondo, dei prodotti Ferrero difficilmente se ne può fare a meno. La sicurezza è il minimo.