1 maggio, una domenica speciale: a chi spetta il bonus e perché

In coincidenza con l’1 maggio, ai lavoratori spetterà una retribuzione aggiuntiva per il festivo. Sia per chi lavora che per chi sta a casa.

Sarà un giorno come tanti altri il prossimo 1 maggio. L’attesa giornata dei lavoratori, contrariamente a quanto accaduto per l’appena trascorso 25 aprile, cadrà di domenica.

Bonus 1 maggio busta paga
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Niente vacanza quindi. Forse un piccolo ponte ma è piuttosto improbabile. Quello che è certo è che, come accaduto negli ultimi due 1 maggio, da “celebrare” ci sarà decisamente ben poco. La situazione lavorativa, per quanto la cessazione dello stato di emergenza stia consegnando una condizione sostanzialmente più stabile, appare ancora fortemente compromessa. Il problema risiede nelle ferite lasciate dalla pandemia e, soprattutto, nell’incertezza economica portata non solo dal Covid ma anche dall’instabilità complessiva a livello geopolitico e commerciale. Niente riposo extra quindi, sia per questioni di calendario che per poca propensione a fermarsi ancora. Anche se, chiaramente, su questo aspetto potrebbe aprirsi un dibattito di proporzioni decisamente ampie.

Probabilmente, per alcuni settori si tratterà di una giornata ordinaria. La domenica, infatti, per molti lavori rappresenta il giorno di maggior incasso e, per questo, il 1° maggio non farà grossa differenza con le domeniche precedenti o successive. Eppure, un motivo per sorridere lo avranno un po’ tutti. La buona notizia, infatti, è che alcuni lavoratori riceveranno un riconoscimento direttamente in busta paga proprio per quella giornata, con importo variabile in base allo stipendio percepito. Il motivo è abbastanza semplice e riguarda proprio il giorno in cui cade l’1 maggio: si tratta di un plus legato a una festa non goduta.

Festa non goduta, bonus 1 maggio per i lavoratori: chi lo prenderà

In poche parole, lavorare di domenica e farlo proprio il primo del mese di maggio non sarà poi così una tragedia. In effetti, già prima non è che ci fosse da lamentarsi visto che sia la Pasquetta che il 25 aprile hanno garantito un weekend lungo. Ora, a compensare il mancato tris, arriva anche un bonus inatteso, da inserire nel quadro della disciplina che regola le festività non godute. La legge, in questo senso, dice che verranno considerate tali tutte le celebrazioni o le ricorrenze cadute di domenica, fatta eccezione naturalmente per la Pasqua. Nello specifico, si parla dell’articolo 5 della legge 260/1949: qui viene spiegato che, in questi casi, accanto alla normale retribuzione giornaliera scatterà un compenso accessorio, con ulteriore compenso corrispondente all’aliquota giornaliera.

Impiegati e operai, retribuiti in misura fissa ogni mese, riceveranno quindi la maggiorazione. Il “bonus” 1 maggio verrà riconosciuto ugualmente a costoro indipendentemente dallo stipendio percepito e dall’attività svolta, ricevendo direttamente in busta paga il plus sulla propria retribuzione. Per quanto riguarda la festività in questione, la prima settimana sarà calcolata su sei o sette giorni, con maggiorazione dello stipendio. Questo vale per chi resterà a casa. Per chi invece lavorerà, occorrerà capire cosa prevede il Ccnl di riferimento. La normativa generale prevede una maggiorazione legata al lavoro festivo. Le percentuali sono variabili in base, per l’appunto, al settore lavorativo di riferimento. A ogni modo, si tratti di riposo o di lavoro, un buon motivo per sorridere ci sarà.