Non volevano chiudere, i dati sui morti di covid erano falsi: “Spalmiamoli un poco”

A distanza di mesi arrivano conferme circa la manipolazione dei dati covid da parte di assessori alla sanità regionali.

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Una tenda Covid (Fonte foto: web)

I dati erano truccati, è quello che emerge da una serie di indagini svolte in Sicilia. Le indagini del gip di Trapani parlano di almeno 40 episodi accertati in cui si è provveduto ad alterare i numeri riguardanti i casi di covid ed i relativi decessi. Tali numeri venivano inviati dall’assessorato siciliano alla Sanità all’Iss, attraverso l’intermediazione di una dirigente. Il tutto avveniva per evitare chiusure in regione e situazioni di estrema emergenza sanitaria.

Indagati per l’accaduto l’assessore alla Sanità regionale siciliano, Ruggero Razza e la dirigente incaricata di comunicare i dati all’Iss, Letizia Di Liberto. I due risultano, come detto, indagati insieme ad altre cinque persone. In alcune intercettazione tra Razza e la Di Liberto si fa chiaro riferimento alla gestione del numero dei morti, si parla di spalmare tali dati su più giorni al fine di evitare, evidentemente, misure più drastiche da parte del Governo.

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I dati sui morti di covid erano falsi: le intercettazioni al centro delle indagini

Di Liberti: «I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?»
Razza: «Ma sono veri?»
Di Liberti: «Sì, solo che sono di tre giorni fa»
Razza: «Spalmiamoli un poco…»
Di Liberti: «Ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene ok. Mentre quelli del San Marco, i 6 sono veri e pure gli altri 5 sono tutti di ieri… quali di Ragusa, Ragusa 5! E questi 6 al San Marco sono di ieri.. perché ieri il San Marco ne aveva avuti ieri altri 5 del giorno prima, in pratica. Va bene?»
Razza: «Ok»

Le intercettazioni no lasciano scampo a ulteriori interpretazioni. Il disegno dell’assessorato regionale siciliano risulta essere abbastanza chiaro ed evidente. Lo stesso Rezza qualche tempo dopo dichiarerà di non conoscere la gravita della situazione generale, ammettendo che si è probabilmente sottovalutata l’intera questione.

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Il report delle chiamate effettuate dall’assessore regionale mostra, insomma, una situazione probabilmente immaginata in alcune regioni di Italia, come del resto è emerso anche da altre situazioni, come nel caso della Lombardia. La situazione era questa, insomma, e forse lo è ancora. Bisogna soltanto sperare che passi tutto il più velocemente possibile.