In seguito alla crisi coronavirus si potrebbe dover fare i conti con l’ennesimo smacco, ovvero il rischio di restare senza rotoli di carta igienica. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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L’ultimo anno è stato segnato dall’impatto del Covid che continua purtroppo ad avere delle conseguenze negative sulle nostre vite, sia per quanto riguarda l’aspetto economico che quello sociale. Ci si ritrova, purtroppo, a dover fare i conti con un aumento dei fallimenti e fatturati in picchiata, con sempre più famiglie alle prese con una difficile gestione dal punto di vista del bilancio famigliare.

I governi di tutto il mondo sono chiamata ad attuare delle misure ad hoc al fine di offrire delle valide forme di aiuto ai propri cittadini. Se tutto questo non bastasse, a peggiorare la situazione, uno scenario inaspettato, che potrebbe tuttavia tramutarsi in realtà. Visti gli ultimi andamenti, infatti, si teme di dover fare i conti con una crisi della carta igienica, tanto da rischiare di ritrovarsi senza rotoli. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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Covid, Cina e la crisi della carta igienica: rischiamo di restare senza rotoli. Ecco cosa sta succedendo

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Il 2020 è senz’ombra di dubbio uno di quegli anni che difficilmente faremo fatica a dimenticare, per via dei vari risvolti inaspettati che ha portato nelle nostre vite. Uno scenario che non avremmo mai potuto immaginare e che sembra portare con sé conseguenze altrettanto inaspettate. Sembra, infatti, che si rischia di dover fare i conti con una vera e propria crisi della carta igienica, tanto da poter arrivare ad un certo punto a non avere un numero sufficiente di rotoli in grado di soddisfare la richiesta. Ma come è possibile?

Ebbene, come accade per tutti i prodotti, anche nel caso della carta igienica l’offerta è direttamente proporzionale alla disponibilità di materie prime. In questo caso si tratta essenzialmente della pasta di legno, di cui maggior produttore è il Brasile. Dato che la Cina sta approfittando della situazione per incrementare la propria produzione industriale, ecco che le navi porta container risultano cariche di materie di altro tipo, come ad esempio le barre di acciaio con nervature, necessarie per fare il calcestruzzo.

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Questo porta a non avere più spazio a sufficiente per la pasta di legno che viene utilizzata, come già detto, per realizzare la carta igienica. Alcuni invii previsti per il mese di marzo sono stati già rinviati. Se a tutto questo si aggiunge quanto successo al canale di Suez, ecco che il rallentamento nella consegna delle merci non può passare inosservato. Si rischia, infatti, di non avere in tempo la materia prima necessaria per la produzione di carta igienica. Una situazione che potrebbe portare il mondo a ritrovarsi se non proprio senza rotoli, quantomeno con minor carta igienica a disposizione rispetto a quella necessaria.