Una storia piuttosto incresciosa ha visto protagonista un lavoratore che aspettava la dovuta liquidazione, ma ha dovuto fare i conti con una sorpresa sgradita

Liquidazione
Fonte Pixabay

Una vicenda che ha dell’incredibile, che lede la dignità umana. Purtroppo però per la legge si tratta di un’azione consentita seppur decisamente meschina. Lo sfortunato protagonista è Andreas Flaten un comune lavoratore che si era licenziato dall’officina per cui prestava servizio. Interrotto il rapporto, doveva incassare 915 dollari di liquidazione che gli spettavano di diritto.

L’attesa però è stata vana è per questo l’uomo ha denunciato il datore di lavoro e l’azienda per cui lavorava (la OK Walker Autoworks di Peachtree City in Georgia) al Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti. 

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La liquidazione della vergogna: il triste destino di un onesto lavoratore

La sua azione è andata a buon a fine e il suo ex capo Miles Walker ha dovuto immediatamente adempiere al suo obbligo contrattuale. Ed è qui che è successo qualcosa che nemmeno la mente più diabolica avrebbe mai potuto escogitare.

Probabilmente in preda alla rabbia Walker ha scaricato dinanzi all’abitazione di Flaten 91.500 pezzi da 1 penny sporchi di gasolio. Sopra al cumulo di monetine un biglietto con l’eloquente scritta “Fuck you” che non ha bisogno di traduzione. Il tutto è stato filmato dalla fidanzata del povero lavoratore, che adesso dovrà ripulirli ad uno ad uno. Ci vorrà molto tempo visto che in due ore sono riusciti a sanificare poco più di 5 dollari. 

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Secondo le normative vigenti l’importante è che il pagamento sia stato effettuato, le modalità non sono importanti, quindi non potrà agire legalmente per difendersi dal sopruso subito. A rendere il tutto ancor più triste è la riprovevole giustificazione dell’ex datore di lavoro, che intercettato dagli organi di stampa americano ha esclamato: “Non ricordo di averli scaricati davanti la sua casa. Ad ogni modo ciò che conta è che è stato pagato. Anche noi accettiamo penny sono contati validi a tutti gli effetti”. Di seguito il video che testimonia l’accaduto.