In un noto quartiere della Capitale, alcuni infermieri sono scesi a lavorare nonostante fossero positivi al Covid

Infermieri positivi in corsia: ora rischiano 8 anni di carcere
Infermiere (Fonte foto: web)

Qui, non si tratta di una particolare dedizione al lavoro di cui i pazienti dovrebbero essere felici e la clinica andar fiera, questo caso verificatosi a Roma, ha tutti gli elementi per una denuncia penale.

Parliamo infatti di infermieri scesi regolarmente a lavorare, nonostante la positività al Covid-19. In particolare, questi dipententi, erano stati assegnati ad una casa di cura.

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Le verifiche dei carabinieri sugli infermieri positivi

Un vero e proprio scandalo, potrebbe nascere dal noto quartiere della Capitale, Moreno. All’attenzione dei carabinieri infatti, era balzata la positività di quasi tutti i pazienti di una casa di cura. Su 54 persone infatti, 50 hanno contratto il Covid in rapida successione e nello stesso periodo. Un blitz improvviso dei militardi dei Nas, ha fatto scoprire, che anche alcuni infermieri regolarmente in servizio, erano positivi al Coronavirus.

Tra l’altro il personale, non è nemmeno stato molto attento a non farsi scoprire, con i carabinieri che sono intervenuti solo grazie ad una denuncia per maltrattamenti. Una volta fatta irruzione all’Istituto San Girolamo Emiliani, sulla Tuscolana, gli uomini del 112 hanno fatto la singolare scoperta. Praticamente quasi il 100% dei dirigenti era positivo al Covid, così come tanti infermieri.

Ma questi ultimi scendevano regolarmente di casa per recarsi a lavoro, dove poi, avevano un costante contatto con gli anziani della casa di cura. Gli addetti ai lavori, dopo essersi sottoposti a regolare tampone molecolare ed esser risultati positivi, hanno continuato noncuranti il loro percorso lavorativo. Per i sanitari scoperti, sono diverse adesso, le accuse. Si va dalla violazione dell’obbligo di quarantena, alla possibilità di un’indagine per delitto di epidemia colposa, dove il rischio è dai tre ai dodici anni di carcere.