Il Bonus 110% riserva delle novità per i lavori effettuati sui condomini. La Legge di Bilancio del 2022 introduce nuove regole secondo le quali anche un piccolo ritardo può costare caro.

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La Legge di Bilancio 2022 è stata approvata in Parlamento lo scorso 30 dicembre per poi essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Il testo introduce rilevanti novità in ambito fiscale e lavorativo. Conferma i cambiamenti Irpef, modifica la normativa sulla cassa integrazione, introduce nuove agevolazioni e perfeziona misure come il Superbonus 110%. Oggi, nello specifico, ci soffermeremo sulle novità relative ai lavori effettuati su edifici condominiali e, dunque, sul relativo bonus che rimarrà attivo per altri due anni.

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Bonus 110% per i condomini, quando spetta

Il Superbonus 110% conferma la detrazione delle spese effettuate per interventi trainanti e trainati su edifici condominiali. Ogni condomino ha il diritto di usufruire dello sgravio fiscale in base alla quota di partecipazione legata ai millesimali di proprietà. Il calcolo viene effettuato dall’amministratore di condominio che rilascerà, poi, un certificato di spesa ad ogni singolo utente comprendente la quota da detrarre con il Bonus 110% condomini.

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E’ confermata la possibilità di scegliere tra detrazione fiscale, sconto in fattura o cessione del credito. Qualunque sia l’opzione scelta, i controlli sulla congruità del prezzo indicato per i lavori saranno rigidi e attenti. Il Fisco, infatti, è pronto a sanzionare tutti coloro che si renderanno colpevoli di un illecito dichiarando una somma maggiore di quella effettivamente versata.

Attenzione, un ritardo può costare molto caro

La richiesta di accesso alla misura potrà essere inoltrata per i lavori effettuati entro il 2025 ma la percentuale di detrazione varierà di anno in anno. La Legge di Bilancio 2022 stabilisce, infatti, che nell’anno in corso il bonus sarà del 110% così come nel 2023. Nel 2024, invece, scenderà al 70% mentre nel 2025 sarà del 65%.

Chi tarderà nella richiesta dal bonus 110% valido per i condomini rischierà di perdere il risparmio che la misura garantisce fino al 2023. Dal punto di vista economico si tratta di una somma notevole dato che i lavori trananti e trainati che si intendono effettuare sono dispendiosi. Ricordiamo che sono spese ammissibili gli interventi volti all’isolamento termico a cappotto, la sostituzione dell’impianto di riscaldamento, gli interventi per la riduzione del rischio sismico, l’aggiunta del fotovoltaico, l’eliminazione di barriere architettoniche, la riqualificazione energetica delle parti private, le schermature solari e l’installazione di sistemi di monitoraggio strutturale.