Contanti, l’anno nuovo inizierà con un problema: massima attenzione per non rischiare

L’anno nuovo inizierà con una stretta ai pagamenti in contanti. Il limite non sarà più di 2 mila euro ma verrà dimezzato. 

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Il 2022 non è ancora arrivato ma già fa parlare di sé sotto vari aspetti. Il tema pensioni è molto caldo così come quello dei bonus e dell’Assegno Unico Universale. I problemi che si prospettano sono diversi – un esempio riguarda le sanzioni per chi commetterà errori nella compilazione dell’ISEE – e saranno accompagnati da novità a cui dovremo presto abituarci. Parliamo proprio del cambio del limite massimo di importo fissato per i pagamenti in contanti. Il progetto era nell’aria dal 2020 quando il Governo Conte Bis ha stabilito la somma di duemila euro e ha promesso un’ulteriore riduzione nel 2022. L’anno nuovo sta arrivando e la promessa verrà mantenuta.

Pagamenti in contanti, la stretta

Un passo indietro di 11 anni fino al 2011 quando i cittadini potevano pagare in contanti un importo massimo di 1.000 euro. Nel 2022 si tornerà a far riferimento a questa cifra. Vane sono state le proposte di un innalzamento del tetto, la manovra ha confermato il nuovo livello. Il motivo di questa fermezza è uno solo. Contrastare  duramente i pagamenti in nero, l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro.

Un impegno importante, dunque, per la nostra nazione che trova conferma nel Decreto Legge Recovery. I commercianti e i professionisti sono obbligati ad accettare bancomat e forme di pagamenti elettronici indipendentemente dall’importo. Nel caso in cui risultassero sprovvisti di POS o rifiutassero il pagamento elettronico verrebbero multati con un importo minimo di 30 euro a cui si aggiungerebbe una percentuale in relazione al costo del bene o servizio acquistato.

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Anno nuovo tra novità e conferme

Il passaggio della manovra alla Camera dei Deputati è solamente una formalità. Il Decreto è assolutamente blindato e richiede solo di essere approvato senza modifiche né lamentele. Un punto fondamentale del piano del Governo Draghi, dunque, è stato segnato. Non è l’unico dato che molte misure sono state confermate in un ottica di cambiamento.

Il taglio dell’IRPEF  e la riduzione delle aliquote a quattro è un esempio di come le intenzioni del premier si avvereranno nel 2022. Allo stesso modo assisteremo ad un rinnovamento delle detrazioni e alla modifica parziale di alcune agevolazioni come il Superbonus 110% o il Reddito di Cittadinanza.

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