L’investimento di ferro: rende tanto ed è sicuro, ecco perché

Meglio non tenere troppo a lungo il denaro in giacenza. Anche perché alcune forme di investimento possono portare rendite notevoli.

Investimento
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La tendenza al risparmio è stato uno dei principali mantra di questa pandemia. La paura di far fronte a una crisi economica senza l’adeguata disponibilità di denaro ha portato gli italiani (e non solo) a raddoppiare la predisposizione al risparmio dei propri soldi, portando le giacenze medie sui conti correnti a livelli quasi mai visti. Si tratta, insieme, di una risorsa e di un problema. Perché indubbiamente, una giacenza elevata sul conto può consentire una liquidità immediata. Ma, al contempo, può creare diversi problemi di spesa ulteriore.

Chiaramente, le forme di investimento comunemente intese sono state viste con sospetto negli ultimi mesi, considerando i rischi ben maggiori delle opportunità. Tuttavia, considerando le problematiche di un conto troppo statico, è quantomeno importante chiedersi se vi siano degli strumenti adatti per muovere i propri risparmi senza andare incontro a rischi troppo elevati. In realtà, come spesso accade, la soluzione c’è anche se poco conosciuta.

L’investimento che rende di più: perché è così sicuro

Come detto, le forme di investimento tradizionali restano abbastanza lontane in questo momento. E persino chi aveva deciso di percorrere la via della valuta digitale si è presto scontrato con la volatilità di questo mercato. Meglio restare su situazioni di medio periodo, ovvero di qualche anno. In questi casi, una soluzione dalla rendita sicura e anche di discreto impatto c’è. Ad esempio, qualora una persona abbia accumulato sul suo conto corrente una cifra superiore ai 15 mila euro e desideri investire su un periodo di sei anni, potrà ricorrere ai titoli di Stato ma anche ai Buoni fruttiferi postali, oltre che sui conti deposito. Si tratta di tre strade sicure perché accompagnate da forti garanzie, fra Tesoro e Cassa depositi e prestiti.

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I titoli di Stato, normalmente, su orizzonti brevi genererebbero un rendimento negativo. Sui sei anni, però, potrebbero portare a un rendimento complessivo dello 0,2%. Niente di eccezionale probabilmente. Meglio i Buoni fruttiferi, che alla fine dei sei anni possono portare a un rendimento leggermente superiore anche se sempre nella misura dello 0,2%. Su 17 mila euro ad esempio (ossia la giacenza media secondo i dati Abi), un Buono 3×4 potrebbe fruttare 180 euro totali. Diverso è il discorso per i conti deposito, dei quali l’offerta massima, però, raggiunge i 5 anni. Se si dovesse decidere per un investimento quinquennale e successivamente rinnovarlo di un anno, su 17 mila euro si verificherebbe un rendimento di 6 volte maggiore ai buoni, ossia 1.132 euro. La soluzione migliore per distacco.