Non pagare le rate del mutuo può avere delle conseguenze spaventose. La banca può impossessarsi dell’immobile dell’inadempiente e rivenderlo all’asta. 

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Sottoscrivere un contratto di mutuo è diventato ormai indispensabile per poter acquistare un immobile. Poche persone hanno la liquidità sufficiente per poter coprire senza aiuti il costo di una casa. La maggior parte delle volte è necessario rateizzare l’enorme spesa fino a 25/30 anni, accettando di pagare specifici interessi alla banca scelta. In periodi di difficoltà economica può diventare impossibile riuscire a corrispondere la rata mensile stabilita anni prima, durante la stipula del contratto. In questo caso occorrerà affrontare delle conseguenze che potrebbero rivelarsi alquanto spiacevoli.

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Difficoltà a corrispondere le rate del mutuo, come agire

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Nel momento in cui ci si accorge di non poter più far fronte al pagamento delle rate del mutuo è consigliabile informare immediatamente l’istituto di credito presso cui si è sottoscritto il contratto. In questo modo si avrà l’occasione di elaborare una strategia per risolvere la problematica in collaborazione con la banca.

L’istituto, infatti, può proporre al cliente in difficoltà una rinegoziazione del mutuo in modo tale da diminuire l’importo mensile. La rata diventerà così sostenibile anche se i tempi del contratto si allungheranno. La durata del piano di ammortamento aumenterà e, in alcuni casi, la banca includerà nella rinegoziazione un riadattamento dei tassi di interesse. Nei casi migliori, il cliente potrebbe ricevere anche una sospensione del pagamento delle rate per un breve periodo in modo tale da avere il tempo di recuperare la stabilità economica.

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Cosa accade non pagando le rate del mutuo?

Comunicare le difficoltà economiche alla banca è la soluzione migliore per non incorrere in conseguenze negative. Qualora non si corrispondessero le rate del mutuo o in caso di ritardo, infatti, si verificherebbe una morosità. Nello specifico, il mancato adempimento del contratto viene segnalato in relazione al pagamento di un’unica rata, in caso di ritardo superiore ai 180 giorni dal momento della scadenza e per l‘accumulo di sette ritardi – non necessariamente consecutivi – compresi tra i 30 e i 180 giorni dalla scadenza.

Rientrando nei limiti, l’inadempiente dovrà corrispondere solamente gli interessi di mora.  Oltrepassando le soglie previste, invece, verrà messa in atto la revoca del mutuo.

Revoca del mutuo, una batosta per l’inadempiente

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Ricevere la revoca del mutuo significa dover rimborsare immediatamente l’importo del mutuo per intero. Se ciò non avverrà, la banca procederà con il pignoramento dell’immobile. In più, il mutuatario verrà iscritto nei registri della Centrale dei Rischi ed inserito nell’elenco dei cattivi debitori. Di conseguenza, per cinque anni risulterà alquanto difficile ottenere altri prestiti o mutui dato che ogni istituto di credito prima di accettare la richiesta di un finanziamento consulterà tale registro.

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La procedura seguita dalle banche

Le banche, in seguito al mancato pagamento delle rate del mutuo, seguono due strade. Se il mutuatario procede con il versamento di quanto dovuto nei limiti consentiti dovrà corrispondere gli interessi di mora. Si tratta di un aumento dei tassi di interesse che influirà sull’importo mensile delle rate. La percentuale applicata sarà compresa tra il 2 e il 4% per ogni rata saltata.

La banca, poi, procederà con l’inserimento del nome e cognome del mutuatario nella lista dei cattivi pagatori ma la conseguenza più grande si avrebbe continuando a non pagare le rate. La banca ha la facoltà di pignorare l’immobile per procedere con la vendita all’asta e il recupero del denaro prestato e perso. Questo iter è giustificato solamente dopo 18 rate non pagate mentre in caso di fidejussione sarà richiesto al garante di versare le somme dovute prima di procedere con l’esecuzione forzata.