Mutuo, l’occhio vigile del Fisco: presto potrebbe cambiare tutto

C’è aria di redditometro e il mutuo potrebbe rappresentare uno strumento di comparazione e verifica fra spese e redditi dichiarati.

Mutuo fisco
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Qualcuno ha visto il redditometro? Lo strumento fermato nel 2018 sembra proprio essere in procinto di tornare a far sentire i propri effetti in materia di accertamenti fiscali. E questo significherebbe cambiamenti drastici nel sistema di verifica da parte del Fisco. Di sicuro, una freccia in più nella faretra a disposizione del governo per contrastare l’evasione fiscale. La misura in questione, infatti, oltre a rilevare eventuali divergenze fra redditi dichiarati e ricostruiti (gli accertamenti scatterebbero con uno scostamento del 20% o superiore), richiederà delle precise giustifiche delle movimentazioni sospette. E questo riguarderà tutti gli ambiti, inclusi i prestiti attivi.

Un sistema estremamente complesso, basato sull’incrocio di numerosi dati e, soprattutto, sulla verifica delle spese ordinarie: dai consumi telefonici a quelle mediche, finanche a quelle legate all’istruzione, all’abbigliamento e alle vacanze. Un metodo estremamente rigido di controllo che mirerà ad appurare la presenza o meno di divergenze fra il tenore di vita dichiarato e quello sostenuto.  Anche i dati su eventuali investimenti immobiliari verranno tenuti in considerazione. In pratica, anche il mutuo finisce sotto la lente.

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Fisco, il controllo serrato anti-evasione: rischia anche il mutuo

Il mutuo, in poche parole, finirà sotto l’occhio attento del redditometro, fra le uscite monitorate dal Fisco. Non del tutto una novità, visto che già in passato il mutuo era stato oggetto di paragone rispetto alle verifiche reddituali, specie per appurare l’eventuale incompatibilità fra accrescimento patrimoniale e redditi dichiarati. In questo caso, potrebbe essere ripristinato come strumento di verifica. E, peraltro, sulla base di una sentenza della Corte di Cassazione (la numero 26668/20), nella quale si precisa come “il mutuo non esclude ma diluisce la capacità contributiva”.

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Questo a seguito di un ricorso effettuato da un contribuente, respinto poiché nonostante la sottrazione all’importo del mutuo della parte pagata dai genitori, il capitale continuava a risultare incongruo rispetto ai redditi dichiarati. In sostanza, il capitale mutuato dovrà essere detratto dalla spesa accertata, ma con l’aggiunta dei ratei di mutuo maturati e versati. E questo per ogni annualità.

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