Esistono alcune modalità che permettono di non pagare il bollo auto. Scopriamo quali sono e soprattutto in che circostanze sono applicabili

Bollo auto
Bollo auto (Adobe)

Il bollo auto nell’ultimo anno ha creato non pochi grattacapi ai cittadini italiani, che si sono ritrovati a dover fare i conti con una tassa pur avendo ridotto drasticamente (in alcuni casi totalmente) l’utilizzo dell’automobile.

Molte regioni hanno varato della proroghe per posticipare i pagamenti (senza alcuna penale), ma è bene chiarire che tutto ciò che è circolato circa l’abolizione del bollo auto è da catalogare nell’ambito delle fake news.

Tuttavia in alcuni casi si è esenti dal pagamento, ma a patto che si rientri in determinate categorie o che si abbiano determinati requisiti. Andiamo quindi a vedere come è possibile mettere da parte il bollo auto in maniera del tutto legale. 

LEGGI ANCHE >>> Bollo auto, incognita data: ecco chi può rischiare la batosta

Bollo auto: come evitare il pagamento della “scomoda” tassa

La prima ipotesi è quella del condono 2021 previsto dal Decreto Sostegni 2021. In questa misura rientrano le cartelle dal valore complessivo di 5000 euro emesse dal 2000 al 2015 che comprendono anche il bollo oltre ad altre svariate imposte (Imu, Tasi e Tari).

Questa è di fatto la novità assoluta sotto questo punto di vista, le altre “scappatoie” per non pagare il bollo sono decisamente più datate, ma probabilmente meno conosciute. L’esenzione ad esempio è prevista per i disabili che beneficiano della Legge 104, nello specifico: invalidi sordi o non vedenti, persone con gravi limitazioni deambulatorie, disabili psichici o mentali.

Basta scaricare l’apposito modulo sul sito dell’Agenzia delle Entrate e compilarlo. Dopo di che basta inviarlo con una copia del libretto di circolazione e del documento di riconoscimento.

LEGGI ANCHE >>> Dal bollo alla revisione, in arrivo nuove proroghe ed esenzioni

Le altre due soluzioni sono optare per automobili GPL o elettriche o vetture storiche. Nel primo frangente molto dipende dalla regione d’appartenenza (ognuna ha il suo regolamento), mentre nel secondo bisogna avere la fortuna di possedere un’automobile che risalga almeno a 30 anni fa. 

Anche in questa circostanza però ci sono da fare le dovute distinzioni. Nel caso in cui sia un pezzo da collezione e quindi non circoli, l’esenzione è del 100%, se invece viene sfruttata su strade pubbliche allora bisognerà pagare una tassa di circolazione forfettaria di 28,40 euro.