Quanto influiscono le auto elettriche sullo sviluppo sostenibile? Nella certezza di un’energia pulita, c’è anche un nesso fra vecchie e nuove emissioni.

Auto elettriche
Foto di Marilyn Murphy da Pixabay

Un passo concorde quello verso la sostenibilità. L’ultima Legge di Bilancio ha messo in risalto una volta per tutte l’indirizzo assunto dall’Italia, che investe sull’automotive elettrico quale sterzata verso un futuro sostenibile, stanziando bonus per l’acquisto di auto con alimentazione elettrica e di fatto incrementando un settore che negli ultimi tempi ha conosciuto un successo ancora parziale. Una politica che il nostro Paese uniforma ai dettami dell’Unione europea, che dall’insediamento della Commissione a guida Von der Leyen ha particolarmente insistito sullo sviluppo green come pietra angolare per la costruzione della nuova Europa.

Una tendenza che ha stuzzicato la curiosità e l’attenzione degli analisti, volti a capire se effettivamente la mossa della sostenibilità sia legata imprescindibilmente all’incentivo dell’automotive elettrico. O meglio, se le emissioni legate ai veicoli adibiti al trasporto passeggeri influenzino in modo significativo la stabilità della salute terrestre. Numeri che vanno naturalmente conciliati ad altri fattori ma che, a grandi linee, danno il peso del contributo dell’elettrico nella riduzione delle emeissioni.

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Auto elettriche, fra futuro e sostenibilità: il caso dei materiali

Della questione si è occupata anche l’Environmental Protection Ageny, meglio conosciuta come Epa, l’agenzia ambientale degli Stati Uniti che ha provato a fornire qualche dato. Prima di tutto, la percentuale di risparmio portata da un veicolo leggero durante l’anno: su una distanza media di 11.500 miglia in dodici mesi, il periodo di inattività sarebbe pari al 96%. E il dato accomuna anche altre tipologie di veicolo e altre destinazioni d’uso, analizzate dal World Resources Institute: 31.000 miglia medie per le auto a noleggio, quelle aziendali ancor meno (23 mila), i camion pesanti arrivano a una media di circa 63 mila.

Il punto, secondo l’Epa, sarebbe proprio questo. L’assenza di veicoli specifici per mezzi di grandi dimensioni limiterebbe enormemente l’apporto dei veicoli leggeri. Costringendo chi opera nel settore dei trasporti a impiegare mezzi che continuerebbero ad attingere a petrolio e altre fonti di approvvigionamento. Inoltre, come spiega MilanoFinanza, subentra il discorso delle batterie, costituite da minerali la cui estrazione comporta allo stesso modo delle emissioni. Un contraccolpo per le auto elettriche o solo una variabile con cui fare necessariamente i conti?