Si finge promotore finanziario e dice di investire i soldi dei propri clienti: una truffa da almeno 2 milioni di euro

Uomo in manette (Fonte foto: web)

Per ben 4 anni ha truffato i propri potenziali clienti, un falso promotore finanziario, N.D.M. che garantiva dal 18 al 50% dei guadagni alle sue vittime, su investimenti che finivano nelle sue tasche.

Molto meno elaborata della truffa del falso poliziotto, l’uomo infatti, agiva direttamente di persona. E credergli non era difficile, di fatto, il trentasettenne risulta ancora oggi titolare di una ditta individuale, che offre: “Consulenza di direzione aziendale, riorganizzazione e fusione di aziende e commercio internazionale”.

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Che scusa trovava il promotore dopo la truffa

Con il trentasettenne, sul registro degli indagati ci sono finiti anche altri due uomini, presunti complici, uno con l’accusa di truffe varie, l’altro di riciclaggio. Severa la sentenza del gip nei confronti dell’uomo, che non eviterà le sbarre, secondo il giudice: “tenuto conto dell’estremo allarme sociale del fenomeno investigato e della rilevante capacità delinquenziale che rende non tranquillizzanti misure meno afflittive”. Trenta vittime almeno, per un cumulo di soldi pari a circa 2 milioni di euro, per l’uomo che agiva senza essere abilitato per il lavoro.

L’uomo avrebbe detto di investire in materie prime, anche criptovalute, e rendeva il suo lavoro ancora più credibile, con diverse rassicurazioni per i suoi clienti. A rendere ai loro occhi, sicuri, gli investimenti, i versamenti sporadici da parte della società, con tanto di comunicazioni bancarie. Praticamente piccoli versamenti in denaro che facevano credere ai truffati di ricevere delle cedole. E trattando ancora di chi si finge del mestiere per truffare le persone, ecco anche il trucco dei finti operatori Enel.

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Tornando all’uomo che svolgeva la sua professione pur non potendo, nel veronese, ecco cosa accadeva a fine contratto. Gli investitori chiedevano di prendere possesso del capitale accumulato e lui mostrava dei bonifici artefatti, ma in realtà mai partiti. Anzi, la maggior parte delle società figuranti in essi, hanno spesso dichiarato di non aver mai avuto contatti con l’uomo. Stando alle ricostruzioni dei militari, i bonifici mostrati dal trentasettenne erano contraffatti e le polizze, false.