Siamo ormai vicini ai tagli sulle pensioni di reversibilità: in cosa consistono e chi dovrà preoccuparsene.

pensione anticipata

Che nel 2021 ci saranno tagli sulle pensioni si sa, ciò che in tanti si stanno chiedendo è come mai questo avverrà e se ci sono modi per evitarlo. Purtroppo, la risposta sembra dover essere ‘No’, ma capiamo cosa accade.

Le notizie non sono tanto buone e a proposito di pensioni Inps, ce n’è una che forse gli italiani non vorrebbero mai ascoltare. Per quanto riguarda la pensione di reversibilità, ricordiamo che è intesa come quella che spetta a coniugi o parenti di lavoratori dipendenti e autonomi o di pensionati ormai deceduti.

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Assegno di reversibilità: misure e colpe dei tagli

Sono anni che assistiamo a diversi tagli su questo tipo di indennità, dove a fare la differenza è il reddito. Maggiore è quest’ultimo, più ampi saranno i tagli. Quelli previsti in pensione di reversibilità saranno diversi e già previsti da un po’. I redditi che vengono presi in considerazioni sono soprattutto quelli soggetti a Irpef al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

Ma per essere precisi, quali saranno i tagli che tanto non piacciono ai superstiti dei lavoratori defunti? Ebbene, sempre a seconda del reddito, la forbice potrebbe dimezzare fino al 50% dell’indennità. Per l’anno in corso, la legge prevede che non ci saranno tagli solo nel caso in cui il reddito di chi ne beneficia, non supera di tre volte il trattamento minimo. Oltre a quello del 50%, a seconda dei casi, previsti anche tagli del 40% o del 25%.

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Per entrare nel pratico, i tagli al 25% saranno fatti per i redditi compresi tra 20.107,62 euro e 26.810,16 euro; per quelli tra 26.810,16 euro e 33.512,70 euro, allora si andrà al 40%; mentre il 50% sarà subito dai redditi che superano quota 33.512,70 euro.