I sindacati spingono per l’adeguamento del sistema ma sul fronte pensione ancora nessuna novità di rilievo. E intanto Quota 100 viaggia verso la fine.

Pensione
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

E’ ormai in dirittura d’arrivo la breve ma intensa esperienza di Quota 100. Per la fine dell’anno, infatti, il nostro Paese dovrà essere perlomeno a buon punto con la riforma del sistema pensionistico che, al momento, non sembra aver portato grosse novità. Anche perché, per la maggior parte, ancora non è stata messa in atto. Negli ultimi mesi, specie col giro di boa di gennaio 2021, il governo ha concentrato i suoi sforzi sull’immissione delle risorse a sostegno dei lavoratori, posponendo la discussione circa altri dossier comunque impellenti sul calendario di Palazzo Chigi.

Ora però, con un nuovo scostamento di bilancio quasi ultimato, il tema dell’età pensionistica torna a essere di estrema attualità. In ballo c’è una disputa con i sindacati che rischia di prolungarsi a oltranza, soprattutto alla luce delle richieste inoltrate dalle varie sigle circa l’adeguamento del sistema pensionistico alle nuove esigenze dettate dalla pandemia. Per ora, l’unica ipotesi concreta formulata (per altro solo in un’ottica di tamponamento) era stata quella di Quota 102. Per il resto ci sarà probabilmente da attendere, visto che il prossimo tema caldo sarà quello del Recovery Fund e delle sue risorse.

LEGGI ANCHE >>> Pensione di invalidità, ottenere fino a 651,12 euro al mese è possibile

Toto Pensione, l’attesa del post-Quota 100: l’ipotesi 102

Nelle ultime settimane era tornata in auge l’ipotesi di Quota 92 per chi svolge lavori usuranti, ovvero l’uscita a 62 anni di età e 30 di contributi. Ma visto che si resta nel campo delle ipotesi, risulta quanto mai chiaro come l’accordo vada trovato in fretta. Specie per far sì che tutti gli esclusi da Quota 100 non vadano a trovarsi nei guai. Se la ricerca di un’intesa sul sistema pensionistico in grado di equiparare fondi e requisiti non dovesse dar frutto, il rischio è che una buona schiera di lavoratori si trovi con un pacchetto di altri 5-6 anni contributivi con il 2022.

LEGGI ANCHE >>> Pensione anticipata, importanti cambiamenti in vista: cosa c’è da aspettarsi

In questo senso, l’ipotesi di Quota 102 sembrava il giusto compromesso. Pensionamento a 64 anni con 38 di contributi. Un provvedimento che, oltre a dotare di un paracadute gli esclusi da Quota 100, andrebbe ad abbracciare anche altre categorie, erogando un trattamento indirizzato anche a figure come i caregiver e i lavoratori precoci, oltre che per le lavoratrici. In quest’ultimo caso, potrebbe essere prevista una detrazione di 8 mesi dal cumulo degli anni contributivi per ogni figlio, senza superare il tetto dei 24 mesi complessivi. Si valuta anche un 25% di maggiorazione per i precoci: necessari i 12 mesi di contributi minimi maturati fra i 17 e il compimento dei 19 anni.