Dipendenti assenti dal lavoro ma che percepivano tranquillamente il loro stipendio, scoperti a Catanzaro e provincia

Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno proceduto con la notifica nei confronti di sette lavoratori, tutti provenienti da Catanzaro e provincia, per l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, a concludere l’attività investigativa sull’assenteismo dei dipendenti pubblici.

Ancora dei furbetti ai danni dello Stato, in un Paese dove ormai tutto ciò è normalità. Di poche ore fa infatti, la notizia di chi percepiva indebitamente il Reddito di Cittadinanza a Genova, ed ecco anche i furbi di Catanzaro, scoperti grazie alle indagini dirette dal Sostituto Procuratore, Domenico Assumma. I sette indagati, lavoravano tutti presso l’ospedale cittadino.

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Assenti dal lavoro: ora rischiano grosso

Estorsione aggravata, falso, abuso di ufficio, ecco tutte le colpe dei sette indagati, che ora potrebbero finire nei guai. Nello specifico, uno di loro, oggi sessantasettenne, sarebbe stato assegnato al Centro Operativo Emergenza Incendi dell’ospedale da molti anni, ma, secondo i colleghi, non sarebbe mai andato al lavoro negli ultimi 15 anni. Regolarmente però, l’uomo percepiva lo stipendio adatto al suo posto di lavoro, 538.000 euro in quindici anni.

Ma non è finita. L’uomo, avrebbe convinto con modi tutt’altro che legali, i suoi superiori a chiudere un occhio sulle sue future assenze. Testimonianze di fatto, parlano di “una persona molto distinta”, che all’epoca sarebbe entrata senza autorizzazione nell’ufficio del responsabile dell’ospedale, per poi rivolgergli minacce, destinate anche ai suoi familiari. Ancora da ribadire che purtroppo l’Italia vede parecchi furbetti agire nei modi più differenti, come i ricchi professionisti che pagavano meno tasse, dichiarando il falso sulla prima abitazione.

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La GdF di Catanzaro, ha iniziato le indagini a luglio del 2020, anche grazie a dei tabulati telefonici ed ora l’Azienda, oltre agli assenteisti, ha denunciato anche il presidente ed uno dei membri della parte organizzativa, per reato di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Per ora ne è nato soltanto il licenziamento senza preavviso del dipendente, ma la cosa andrà avanti per vie legali.