In grado di attirare l’interesse di un gran numero di utenti, ecco tutti i trucchi utilizzati per ottenere il rimborso del bonus cashback. 

Il precedente esecutivo ha deciso di introdurre il bonus cashback come misura volta a contrastare l’evasione fiscale. A tal fine, infatti, il programma prevede un rimborso del 10%, fino ad un massimo di 150 euro, per gli acquisti effettuati attraverso l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, come ad esempio carte di credito o debito, nel corso del semestre di riferimento. Non a caso sono in molti a decidere di dire addio al contante, in quanto invogliati dalla possibilità di ottenere un rimborso. Ma non solo, alla fine di ogni semestre è previsto il super cashback, dal valore di 1500 euro, destinato ai primi 100 mila utenti che avranno registrato il maggior numero di transazioni.

Proprio questo tipo di incentivo spinge i cosiddetti furbetti del bonus cashback a studiare qualsiasi tipo di trucco, pur di riuscire nell’intento di scalare la classifica. Una situazione che contribuisce ad alimentare i dubbi su tale programma, oltre che l’ira di molti commercianti, che si ritrovano a dover mettere le mani al proprio portafoglio per via dei vari costi che tale iniziativa comporta. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Cashback, tutti i trucchi per ottenere il rimborso: ecco cosa c’è da sapere

Cashback rimborso

La possibilità di ottenere un rimborso e soprattutto scalare la classifica del super cashback, in modo tale da poter vincere i 1500 euro, ha destato l’interesse di tante persone, che cercano di utilizzare i trucchi più disparati al fine di riuscire ad ottenere il massimo vantaggio. Tra questi si annoverano:

  • Mini pagamenti. Si tratta, senz’ombra di dubbio, del trucco più utilizzato. Consiste, in pratica, nel fare tanti mini pagamenti, pur di aumentare le transazioni. Lo scopo? Scalare la classifica del super cashback, in modo tale da poter vincere 1500 euro. Una situazione che colpisce in particolar modo i distributori di benzina, dove i cosiddetti furbetti agiscono indisturbati, con il favore della notte, grazie al servizio fai da te.
  • Acquisti online. Misura volta ad aiutare a risollevare l’economia del nostro Paese, messa a dura prova dal Covid, il governo ha deciso di escludere dal rimborso del bonus cashback gli acquisti online. Come spesso accade, però, “fatta la legge, trovato l’inganno”. In tal senso, infatti, bisogna sapere che sono in molti a riuscire a sfruttare ugualmente tale iniziativa anche attraverso gli acquisti online. Ma come è possibile? Semplice, basta acquistare dei buoni regalo o carte prepagate, come ad esempio quelle di Amazon, in vendita nella maggior parte dei negozi di elettronici, ma anche supermercati.
  • Resi. Un altro trucco spesso utilizzato è quello del reso. In pratica ci sono coloro che acquistano un prodotto attraverso strumenti di pagamento elettronici, per poi restituirlo, entro 10 giorni, al negoziante, ottenendo in cambio la restituzione del denaro speso. L’App Io, dal sui canto, non riesce a rilevare la restituzione della merce, permettendo così di ottenere il 10% di rimborso senza aver acquistato effettivamente nulla.
  • Carta prepagata usa e getta. Presso alcuni negozi fisici, tra cui i grandi supermercati, è possibile acquistare delle carte di debito con credito precaricato, meglio conosciute con il nome di carte “usa e getta”. Appartenenti al circuito Visa o Mastercard, non bisogna fare altro che acquistare tali strumenti di pagamento con la carta di credito che abbiamo provveduto, in precedenza, a registrare sull’app Io per ottenere il bonus cashback. Si ottiene, così, il 10% di rimborso sulla transazione effettuata. In seguito si può registrare la carta usa e getta sull’app Io, in modo tale da avere a propria disposizione una nuova carta da poter utilizzare per fare altri pagamenti. È possibile così beneficiare di un ulteriore 10% di cashback, senza spendere ulteriori soldi, rispetto a quelli già pagati per l’acquisto della carta stessa. In questo modo, quindi, si benefica complessivamente di un rimborso cashback pari addirittura al 20%.

Cashback, occhio ai trucchi: svantaggi sia per lo Stato che per i negozianti

A questo punto abbiamo visto assieme alcuni dei principali trucchi utilizzati dai cosiddetti furbetti del bonus cashback. Tutti considerati legali, in quanto non vietati da nessun regolamento, sono allo stesso tempo in tanti a nutrire più di qualche dubbio. Ognuno di questi stratagemmi, infatti, comporta delle ripercussioni negative ai danni dei negozianti oppure dello Stato.

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Mentre i primi si ritrovano a pagare commissioni sempre più alte; dall’altro canto lo Stato si ritrova a pagare doppi rimborsi, anche se non dovuti. Una situazione che non può passare di certo inosservata e che richiede pertanto l’applicazione di misure ad hoc.