Prestare attenzione ai propri conti correnti è fondamentale in questa fase. Alle banche non piacciono alcuni movimenti che potrebbero portare alla chiusura 

Conti correnti
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Mettere da parte del denaro (per chi ha la fortuna di poterlo fare) è sicuramente un’attività lungimirante alla luce della prolungata crisi provocata dalla pandemia. Anche in questo caso però bisogna agire con cautela, perché non tutte le banche vedono di buon occhio i conti “carichi” di risparmi.

Tenere denaro fermo senza che questo venga investito non è propriamente un bene per gli istituti di credito (comportano sempre più elevati costi di gestione), che in virtù di ciò in molti casi hanno deciso di optare per una soluzione piuttosto drastica. Andiamo a vedere di cosa si tratta e in quali casi può essere attuabile.

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Conti correnti: quando si va in contro al rischio chiusura

In pratica i conti correnti che superano la soglia dei 100mila euro che non presentano nessuna forma di finanziamento come mutui o prestiti, rischiano la chiusura unilaterale da parte delle banche (Fineco ha fatto da apripista in tal senso). Arrivare a questa soglia non è poi così improponibile come si crede. Due persone anziane con conto cointestato che hanno lavorato con fatica e sudore per tutta una vita potrebbero tranquillamente raggiungerla grazie a lauti trattamenti di fine rapporto e pensioni. 

Al tempo stesso bisogna considerare che le occasioni di svago sono ormai limitate e quindi spendere denaro anche per chi naviga in buone acque, non è poi così semplice. Chi invece non sta attraversando una fase rosea, sta cercando di mettere da parte dei soldi per i figli o per eventuali spese future. Una strategia fisiologica, che non si può in alcun modo biasimare.

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Una decisione che spiazza i correntisti, che seppur consapevoli delle ragioni delle banche, in questo modo non hanno libertà di far accrescere i propri conti. Per effetto di questa situazione, tenere i propri risparmi in casa non è poi un’idea così folle.