Troppi soldi fermi sui conti correnti, con le banche che stanno studiando delle soluzioni ad hoc per incentivare i propri clienti a investire. Ecco cosa sta succedendo.

pensionato
Building and sign bank (done in 3d)

I soldi non danno la felicità, ma indubbiamente contribuiscono a risolvere un bel po’ di problemi. Soprattutto in un momento particolarmente difficile come quello attuale, a causa della crisi conseguente l’impatto del Covid, inoltre, sono sempre più le persone che decidono di volgere un occhio di riguardo al mondo del risparmio, evitando in questo modo inutili sprechi. Una situazione che porta ad avere sempre più soldi fermi sui conti correnti, con le banche che stanno studiano delle soluzioni ad hoc, per invogliare i propri clienti ad investire.

Stando a quanto si evince dall’ultimo bollettino di Abi, ricordiamo, si contano ben 1745,6 miliardi di euro che risultano depositati nei conti correnti di privati ed imprese. In particolare si è registrato un incremento del 10,2% dei conti della clientela residente. Se tutto questo non bastasse, si assiste anche ad un incremento dei costi di gestione. Una situazione che non può passare di certo inosservata, con i principali istituti di credito che stanno quindi pensando a dei provvedimenti volti a contrastare tale situazione.

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Conti correnti, troppi soldi fermi: le banche corrono ai ripari. Ecco cosa sta succedendo

Banca
Foto: Web

Come già detto le banche si ritrovano a dover fare i conti con i troppi soldi depositati sui conti correnti, a cui fanno da contraltare scarsi investimenti. Proprio in questo contesto ha già fatto la sua mossa Fineco, che ha provveduto a contattare i propri correntisti per preannunciare la chiusura di quei conti con depositi uguali o superiori a 100 mila euro, in assenza di qualsiasi forma di finanziamento e di investimento in prodotti di risparmio. Ovviamente, prima di procedere con tale misura, Fineco provvederà a dare opportuno preavviso, ma soprattutto tenterà di spingere i propri clienti ad investire.

Una strategia, quella adottata da Fineco, che non è passata inosservata e che spinge a chiedersi quali saranno le mosse, in tal senso, degli altri istituti di credito. Ebbene, entrando nei dettagli sembra che potremmo assistere alle seguenti misure:

  • Unicredit. Sembra intenzionato a invogliare i propri clienti ad investire tramite soluzioni alternative ai semplici depositi. Come si evince da Il Corriere, infatti, la banca sarebbe disposta ad “offrire un rendimento vicino allo zero, piuttosto che avere giacenze inutilizzate“. Potrebbe quindi applicare una “commissione di giacenza” di 33 euro al mese per le imprese con depositi superiori ai 100 mila euro.
  • Bper. Dal 5 febbraio si applica  una “commissione di liquidità rilevante” per partite Iva e imprese con depositi superiori a 100 mila euro.
  • Bnl. I correntisti con giacenze medie superiori al milione di euro pagano una commissione di mille euro ogni trimestre.
  • Deutsche Bank e Credito Emiliano. Puntano ad offrire ai propri clienti una consulenza specifica, volta a renderli “consapevoli” dei costi e benefici nel tenere i propri soldi fermi sul conto corrente.
  • Gruppo Banco Bpm. Soluzioni di investimento di vario genere, al fine di garantire una gestione efficace della liquidità.

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A questo punto abbiamo visto assieme quali potrebbero essere le mosse di alcuni dei principali istituti bancari. Anche Intesa Sanpaolo, ricordiamo, si sta muovendo per cercare di convincere la propria clientela ad investire, mentre Crédit Agricole Italia non sembra intenzionata ad adottare interventi come quelli di Fineco. Al momento, comunque, sono varie le strategie prese in considerazione e non resta quindi che attendere, per scoprire quali saranno le mosse degli istituti bancari, al fine di evitare un eccessivo accumulo di denaro sui conti.