Moltissime cose non sono ancora chiare per lo sconto del Bonus mobili: in particolare, ecco tre consigli da seguire

Mobili per arredare casa con il 50% di sconto: ecco come comprarli
Mobili per arredare casa (Fonte foto: web)

Il Bonus mobili permette di acquistare mobilia per arredare casa, con lo sconto del 50%, ma non solo. Molti cittadini si sono fatti prendere da qualche dubbio, per essere sicuri di essere in grado di sfruttare bene il bonus. Già in passato, noi vi abbiamo avvicinati a tutto ciò che c’è da sapere su Bonus mobili, cessione del credito e sconto in fattura.

Una domanda che si è posto più di qualche cittadino, è il modo in cui si possa operare, dopo aver già usufruito del bonus, aprendo una nuova CILA, per esempio per una ristrutturazione interna di un appartamento, dove ci siano lavori specifici da apportare.

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Sconto mobili: tre punti da ricordare su tutti

Stando all’Agenzia delle Entrate, ha diritto al bonus per i mobili, chi acquista mobili ed elettrodomestici nel 2021, se il bonus può poi essere abbinato a lavori per la ristrutturazione edilizia. Si potrebbe usufruire dell’indennità, anche nell’anno successivo a quello di inizio lavori, tenendo però sempre conto del limite di spesa. Intanto, per eventuali ristrutturazioni in casa, meglio sapere quali sono ufficialmente gli orari in cui si possono fare lavori in casa.

Sostituzione porte interne con sconto in fattura al 50%: per quanto riguarda ristrutturazione o manutenzione straordinaria di un immobile singolo, le porte interne si potranno detrarre. La sottrazione al 50% per le porte però, vale soltanto se esse completano l’insieme del lavoro.

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Ultimo paragrafo, inerente ad IVA agevolata in contemporanea col Bonsu Mobili. Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’IVA è al 22%. Vedremo quindi sia mobili che elettrodomestici, sottomessi ad aliquota ordinaria del 22%. Tra l’altro il Bonus mobili vede anche la detrazione di imposta al 50%, nella dichiarazione dei redditi. L’aliquota, per comprenderci, si applica al 10% per eventuali installazioni, come per i climatizzatori. L’IVA al 10% quindi, si appoggia alla base imponibile fino alla concorrenza della manodopera, mentre per il resto, è applicabile proprio al 22%.