Gratta e vinci, la buona fede salva dall’accusa di truffa

I gratta e vinci possono essere spesso oggetto di falso e di tante altre questioni delicate. Ma ecco quando la buona fede fa la differenza.

gratta e vinci
(Fonte: Getty Images)

I gratta e vinci, specie quando sono vincenti, possono essere identificati e riconosciuti come quello che può senza alcun dubbio essere definito un vero e proprio colpo di fortuna. Possono essere tanti gli esempi di persone che hanno vista la loro vita cambiata in modo radicale per una vincita di una somma importante.

Ma ecco che molto spesso il tutto può trasformarsi in una sorta di un vero e proprio incubo. Questo il più delle volte accade in caso di falsi. Ed è proprio questo quello che è accaduto a un 45enne di Palermo. Una vicenda che, sotto certi punti di vista, ha davvero dell’incredibile e che è stata raccontata, passo dopo passo, da Il Sole 24 Ore. Giusto dunque entrare nel dettaglio e nello specifico.

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Gratta e vinci, quando la buona fede salva dall’accusa di truffa

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L’uomo, camminando tra le strade del capoluogo siciliano, ha raccolto un gratta e vinci, su cui ha poi trovato la combinazione vincente. Ed ecco che si è recato in banca, dando il via alla procedura per la riscossione per la vincita. Il tutto però per lui si è trasformato in una vera e propria beffa. Infatti, invece che tanti euro, si è ritrovato a fare i conti con una condanna pe ricettazione e una multa. Infatti il biglietto era falso.

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Ed ecco che, proprio perché in tanti si chiedono come possa essere tentata la fortuna senza incorrere in questo rischio, occorre raccontare quest’assurda vicenda fino alla fine. Infatti, prima la Corte d’Appello e poi la Corte di Cassazione, hanno sottolineato come la buona fede possa scagionare l’imputato. Per di più può essere aggiunto che la contraffazione avrebbe potuto davvero ingannare tutti, come accaduto molto spesso, con tanto di addetti ai lavori ingannati a tal punto dal pagare il premio. Insomma, nonostante la beffa quantomeno per il 45enne un’ancora di salvezza c’è comunque stata.