Aiuti covid, siamo ultimi in Europa: meno di 2000 euro in un anno per gli italiani

Gli italiani quelli al quale è stato riservato il trattamento peggiore dal proprio Governo. Si immaginava ben altro.

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Fonte foto: web

Nonostante quel che si poteva immaginare, con i proclami ed i grandi slogan del Governo che fino a pochi mesi fa ha gestito il nostro paese, che o ha accompagnato nel corso delle prime fasi della pandemia e lo ha guidato, bene o male verso questi giorni. Guardavamo agli aiuti ricevuti, in quanto partite iva, imprenditori, cassintegrati o quant’altro e pensavamo di aver ricevuto un trattamento davvero speciale, fuori dai canoni insomma.

Ma le cose non stavano, cosi, come le avevamo immaginate. Non stanno, anzi, cosi come avevamo ipotizzato. La Cgia di Mestre, attraverso uno studio condotto attraverso le varie dinamiche di sostegno erogate nel corso dello scorso anno, ha realizzato che il nostro paese è addirittura fanalino di coda per quel che riguarda gli aiuti ricevuti dai cittadini, dal parte del proprio Governo. Ogni italiano, ha mediamente ricevuto 1.979 euro dallo Stato.

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Aiuti covid, siamo ultimi in Europa: le cifre ricevute dagli altri cittadini dell’area euro

Secondo lo studio della Cgia di Mestre, insomma, poco meno di 2000 euro per ogni italiano, erogati dal Governo, nonostante quelle parole che facevano intendere che nessuno in Europa e forse nel mondo, stesse ricevendo lo stesso trattamento da parte del proprio Stato. Nell’area euro, la media di aiuti ricevuti dai rispettivi governi, dai singoli cittadini si stima intorno ai 2518 euro a persona. Una sostanziale differenza, insomma, se si guarda a ciò che è successo in casa nostra.

Dall’Austria, che ha erogato circa 3800 euro per cittadino, alla Francia, con 2455 euro per ogni abitante. La situazione del nostro paese, è insomma quella che conosciamo. A tal proposito, la stessa Cgia, in una nota afferma: “Il diritto, dovere del Governo di introdurre delle limitazioni alla mobilità e imporre la chiusura delle attività economiche al fine di tutelare la salute pubblica”. Purtroppo, però, a tale atteggiamento non è corrisposto un adeguato trattamento per gli italiani in difficoltà, almeno nel primo anno di pandemia. Sperando, possa la situazione, cambiare radicalmente.