Il covid ha fatto passare in secondo piano diverse catastrofi naturali avvenute nel 2020. Incendi, terremoti, uragani e alluvioni alimentati dai cambiamenti climatici frutto delle attività umane

Catastrofi naturali
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Il 2020 rimarrà nella storia dell’umanità come l’anno della propagazione del SARS-Cov-2 meglio conosciuto come coronavirus o covid-19.

Non potrebbe essere diversamente visto che l’avvento della pandemia ha cambiato radicalmente le abitudini quotidiane a livello mondiale e ha portato via molte persone care.

Al tempo stesso però l’attenzione dei media si è catalizzata esclusivamente su questo fenomeno lasciando da parte altri eventi che in un annata “normale” avrebbero sicuramente avuto un maggior riscontro. Le catastrofi naturali ad esempio occupano sempre un posto di assoluto rilievo nella cronaca globale, ma nel 2020 nonostante siano state numerose, quasi non sono state percepite.

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Le peggiori catastrofi naturali avvenute nel 2020

Per non dimenticare ciò che accaduto da un punto di vista naturale, è bene menzionare i principali disastri naturali avvenuti negli ultimi 12 mesi. Prima di procedere con la rassegna, è bene tenere a mente che la maggior parte di questo sono frutto dei cambiamenti climatici e delle attività di sfruttamento della natura da parte dell’uomo, che anno contribuito drasticamente al riscaldamento globale. 

Probabilmente la prima catastrofe che balza alla mente è quella relativa agli incendi in Australia. Ciò è dovuto al fatto che sono iniziati negli ultimi mesi del 2019, quando l’attenzione della stampa era ancora abbastanza alta rispetto a questi avvenimenti.

La terra dei canguri è stata vittima di ondate di calore estremo e di una siccità diffusa nella maggior parte del territorio. Ciò ha dato vita ad incendi che hanno raso al suolo quasi 19 milioni di ettari di terreno e circa 6mila abitazione. Oltre 400 persone hanno perso la vita e secondo le indagini del WWF Australia e dell’Università di Sydney oltre 1 miliardo di animali selvatici sono morti. L’emblema di questa tragedia sono stati i koala. Le loro immagini hanno toccato i cuori di tutto il mondo.

Nemmeno il corno d’Africa se l’è passata bene, così come una buona parte dell’Asia. Kenya, Etiopia, Somalia, Pakistan e varie aree dell’India sono state letteralmente invase da sciami di locuste del deserto. Questi insetti hanno una capacità distruttiva enorme ed infatti hanno spazzato via in pochissimo tempo il raccolto che avrebbe dovuto sfamare milioni di persone.

L’Indonesia ha invece dovuto fare i conti con le inondazioni, frutto dell’estrema differenza delle temperature superficiali tra la parte orientale e quella occidentale dell’Oceano Indiano. Circa un centinaio di perone sono state travolte dalle acque a Giacarta. Diverse zone circostanti sono franate per via dell’incalzare del mare.

Gli altri disastri naturali del 2020

Il 2020 ha segnato il nuovo record di uragani nell’Oceano Atlantico (ben 30). Il precedente primato era di 28 nel 2015. I fenomeni hanno avuto un impatto devastante soprattutto negli Stati Uniti dove in seguito agli uragani sono divampati incendi di enorme portata. Anche la California ha dovuto fare i conti con questa problematica, dove ci sono stati morti, feriti e sfollati. Una vero e proprio disastro apocalittico.

Questi sono solo alcuni dei più eclatanti, ma non bisogna dimenticare le tempeste Ciara e Alex in Europa, il terremoto in Croazia di pochi giorni fa, così come quelli in Grecia e Turchia. 

L’eruzione del vulcano Taal nelle Filippine e lo scioglimento dei ghiacciai in Siberia e in Antartide completano un quadro drammatico e preoccupante. Quando inizieremo a prenderci cura del nostro amato mondo? L’impressione è che sia già troppo tardi, ma provarci è un obbligo morale per il bene delle generazioni future umane ed animali.