Al via i controlli dell’Agenzia delle Entrate su specifiche tipologie di conti correnti. Ecco chi sono i destinatari delle lettere di compliance.

Bancomat conto correnteLe lettere di compliance sono partite. L’Agenzia dell’entrate ha avviato i controlli su una specifica tipologia di contribuenti. Il tutto è messo nero su bianco in un provvedimento ufficiale dello scorso 6 novembre.

Obiettivo di questo provvedimento è la “promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, le attività finanziarie detenute all’estero nel 2017, come previsto dalla disciplina sul monitoraggio fiscale, nonché gli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere”.

Insomma, per favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili derivanti dagli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere, “l’Agenzia delle entrate individua, a seguito dell’analisi dei dati ricevuti da parte delle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito dello scambio automatico di informazioni secondo il Common Reporting Standard (CRS), i contribuenti con possibili anomalie dichiarative per l’anno d’imposta 2017”.

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Conti correnti, partiti i controlli dell’Agenzia delle Entrate: ecco chi rischia

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L’Agenzia spiega che la comunicazione inviata per la promozione della compliance ai contribuenti con le anomalie dichiarative più rilevanti, per l’anno di imposta 2017, contiene queste informazioni:

-codice fiscale, cognome e nome del contribuente;

-numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta;
codiceatto;

-descrizione della tipologia di anomalia riscontrata, che può riguardare gli obblighi di monitoraggio fiscale e/o l’indicazione degli imponibili relativi ai redditi di fonte estera;

-possibilità per il destinatario di verificare i dati di fonte estera che lo riguardano, accedendo alla sezione “l’Agenzia scrive” del proprio Cassetto fiscale;

-istruzioni (contenute in un apposito allegato) circa gli adempimenti necessari per regolarizzare la propria posizione, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso;
invito a fornire chiarimenti e idonea documentazione, prioritariamente tramite il canale di

-assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente ravvisi inesattezze nelle informazioni pervenute dalle Amministrazioni estere o abbia già assolto gli obblighi dichiarativi per il tramite di un intermediario residente;

-modalità per richiedere ulteriori informazioni, contattando la DirezioneProvinciale competente, prioritariamente mediante PEC, email o telefono, e, per tutta la durata dell’emergenza Coronavirus, recandosi in ufficio solo nei casi assolutamente indispensabili e dopo averne verificato, previo contatto telefonico, l’effettiva esigenza, come da indicazioni presenti sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

I contribuenti possono regolarizzare la propria posizione presentando una dichiarazione dei redditi integrativa e versando le maggiori imposte dovute, unitamente agli interessi, nonché alle sanzioni in misura ridotta, secondo le modalità previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

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